Risulta ancora ferma nei palazzi della Corte dei Conti la circolare firmata da Giampiero D’Elia che fa chiarezza in merito agli obblighi di trasparenza per le società partecipate. Uno degli ultimi atti firmati dall’uscente ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, andrebbe a fornire un’interpretazione riguardo uno degli aspetti probabilmente più discussi del D.Lgs 33/13 ovvero l’ambito di applicazione degli obblighi di pubblicazione per le società partecipate degli Enti Locali, le aziende speciali, le fondazioni. La circolare chiarisce i contenuti degli obblighi di pubblicazione includendo, oltre ad atti di nomina, compensi e curricula, anche i dati relativi agli organi di indirizzo politico. L’obbligo di pubblicazione non troverà applicazione unicamente per le collaborazioni che sono diverse dallo svolgimento di attività pubbliche. In materia di appalti, invece, sussistono tutti gli obblighi di trasparenza anche per gli organi partecipati. Il documento, qualora venisse registrato dalla Corte dei Conti, si inserirebbe in un vuoto normativo che ha creato non pochi problemi a questi enti che presentano contemporaneamente caratteristiche di ente pubblico e forma giuridica di diritto privato; questi enti si trovano sovente a dover convivere con la loro doppia natura che lascia spesso all’interpretazione l’adozione o meno di regolamenti e leggi, elaborati per specifiche realtà, che non tengono in considerazione la complessità delle stesse.Sarà quindi importante fornire un’indicazione chiara alla quale gli enti “ibridi” potranno attenersi.

Va tenuto a mente che il D.Lgs. 33/13 si inserisce in un quadro di azioni di riordino della PA attuato dal legislatore, con particolare attenzione nei confronti degli Enti Locali, che comprende la L. 190/12 in tema di anticorruzione, il capo secondo del Dl 150/09 in materia del ciclo di gestione della performance ed il decreto legislativo 118/11 sull’armonizzazione dei sistemi contabili.Tuttavia lenorme citate palesano la mancanza di specifici interventi che riguardano le società partecipate, parte essenziale della maggioranza delle PA locali; sarebbe pertanto opportuno che tale materia non fosse demandata ad atti secondari, quanto piuttosto oggetto di un intervento legislativo finalmente chiaro ed esaustivo in materia di partecipate.

 

CHIARA BURGIO

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Tiziana Flenghi

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