Personale PA — 29 novembre 2012

Il Comune di Trieste pone all’attenzione della Corte dei Conti per il Friuli-Venezia Giulia un quesito in ordine all’interpretazione dell’art. 6, comma 13, del d.l. 78/2010, convertito in legge n. 122/2010, che impone la riduzione delle spese per attività esclusivamente di formazione in misura non superiore al 50% di quella sostenuta nel 2009.  In particolare, chiede se sia possibile ritenere escluse dal citato limite le spese per attività di formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008), di sicurezza alimentare (d.lgs. 193/2007), di trattamento dei dati personali (d.lgs. 196/2003).

La Corte,  con deliberazione 106 del 27 luglio 2012,   chiarisce che “l’Ente dovrà procedere ad una programmazione delle attività formative in osservanza del vincolo di spesa posto dal comma 13 dell’art. 6 del D.L.n. 78/2010, seguendo un criterio di priorità nella destinazione delle risorse disponibili (pari al 50% della spesa effettuata nell’anno 2009 per attività di formazione) che privilegi la spesa destinata a realizzare attività di formazione e addestramento del personale previste da specifiche disposizioni di legge e non più differibili a successivi esercizi finanziari. In via residuale, spiega ancora i giudici contabili, allorché risultino ancora disponibili risorse da destinarsi alle dette attività e fatto sempre salvo il limite complessivo di spesa normativamente posto, l’Ente potrà programmare ulteriori iniziative di formazione che, pur rivestendo carattere di obbligatorietà nel senso sopra chiarito, possono essere modulate nel corso di più esercizi finanziari, ovvero, in ultimo, che rientrino tra le iniziative di formazione rimesse alla discrezionalità dell’Ente”.

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