Servizi pubblici locali/Appalti — 10 luglio 2013

La Corte dei conti per la Liguria, con Deliberazione 53 del 17 giugno 2013, chiarisce che “alle società strumentali in house si applica il c. 8 dell’art. 4 del d.l. n. 95 del 2012, che consente l’affidamento diretto di servizi a favore di società a capitale interamente pubblico nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house, anziché il c. 1 del medesimo articolo, che impone all’ente locale alternativamente la vendita a gara (entro il 30 giugno 2013) o la messa in liquidazione (entro il 31 dicembre 2013) delle società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni che abbiano conseguito nell’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento, trattandosi per il c. 8 di disciplina speciale rispetto alla disciplina generale del c. 1”.

La Provincia di Genova, nel formulare la richiesta di parere in ordine alla corretta interpretazione dei commi 1 e 8 dell’art. 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135, chiede in particolare se alle società strumentali in house debba applicarsi il comma 8 dell’art. 4 del d.l. n. 95 del 2012, che consente l’affidamento diretto di servizi a favore di società a capitale interamente pubblico nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house, ovvero il comma 1 del medesimo articolo, che impone all’ente locale alternativamente la vendita a gara (entro il 30 giugno 2013) o la messa in liquidazione (entro il 31 dicembre 2013) delle società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni che abbiano conseguito nell’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento.

Secondo la prospettazione della Provincia, le società in house ricadrebbero nella disciplina di cui al comma 8, giacché l’apparente contrasto tra il comma 1 ed il comma 8 dell’art. 4 del d.l. n. 95 del 2012 troverebbe soluzione nel criterio ermeneutico del rapporto di genere a specie che collega le due norme, intendendosi il comma 8 come disciplina speciale e alternativa rispetto al comma 1.

Interpretazione confermata dalla Corte.

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Tiziana Flenghi

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