La Corte dei conti per la  Lombardia, con Deliberazione 263 del 27 giugno 2013, ha risposto ad una richiesta di chiarimenti posta dal Comune di Verdello. L’ente ha  costituito una società a capitale interamente pubblico (con altri comuni aventi un bacino di circa 35 mila abitanti) per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani. La  società  vorrebbe proporre ai rispettivi consigli comunali un progetto di privatizzazione finalizzato a creare “una società mista con individuazione del partener privato mediante gara ad evidenza pubblica a doppio oggetto per la cessione del 40% del capitale sociale e con l’affidamento al soggetto privato della gestione del servizio rifiuti per 12 anni”.
Sulla scorta di detta premessa, il Comune istante ha posto alla Sezione due quesiti del seguente tenore:
1)         “se, in assenza dell’istituzione degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei da parte della Regione Lombardia e tenuto conto che i contratti di servizio con i comuni affidatari scadranno non prima del 31.12.2015, sia coerente con le norme vigenti assumere l’iniziativa esposta”;
2)         “se la deliberazione consiliare con la quale verrà approvato il progetto di privatizzazione per la costituenda società mista sia da inviare” alle Sezione regionale di controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 3, comma 28, l. n. 244/07.
La Corte ha  chiarito che: “L’art. 3 comma 28 della legge n. 244 del 24/12/2007 dispone che l’assunzione di nuove partecipazioni societarie e il mantenimento di quelle già possedute, da parte delle amministrazioni pubbliche elencate nell’art. 1 comma 2 del d.lgs. n. 165/2001, devono essere autorizzate dall’organo competente con delibera motivata in ordine alla sussistenza dei preposti previsti dalla legge. Tale delibera deve essere trasmessa alla Sezione competente della Corte dei conti.
Con tale disposizione, pertanto, il Legislatore ha intestato alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti una specifica competenza sulla verifica della conformità della costituzione o dell’adesione a società, a quanto disposto dalla normativa vigente in materia di assunzione di partecipazioni societarie, con riferimento, in particolare, agli effetti sui bilanci degli enti locali stessi. (…) la valutazione che il Consiglio comunale è tenuto a compiere, analizzando le proprie società partecipate, deve riguardare:
– l’oggetto sociale effettivo (non solo quello formalizzato negli atti societari);
– la natura dei servizi offerti e la stretta inerenza ai compiti dell’Ente;
– le ragioni ostative ad un eventuale reinternalizzazione o comunque i benefici derivanti dal mantenimento del servizio in capo all’organismo esterno;
– la situazione economica e patrimoniale della società;
– il rispetto dei tetti numerici in ragione della categoria demografica cui appartiene Il Comune (art. 14 comma 32 d.l. n. 78/2010);
– il divieto di commistione fra attività strumentali e di erogazione di servizi pubblici locali (art. 13 comma 2 del d.l. n. 223/2006, convertito con legge n. 248/2006);
– l’eventuale presenza di società strumentali rientranti nell’ambito precettivo dell’art. 4 del d.l. n. 95/2012, convertito con legge n. 135/2012>> (si veda, in proposito, Lombardia/86/2013/PRSE dell’8 marzo 2013).

Pertanto, l’ente locale ha l’obbligo di adottare la delibera in questione e di comunicarla a questa Sezione per consentire alla stessa di effettuare un controllo nei termini di cui si è sin qui detto”.
Scarica la Deliberazione

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *