Bilancio/Contabilità — 08 luglio 2014

La Corte dei Conti, si era già pronunciata nel maggio 2011 sullo schema del decreto legislativo 118/2011, nel corso di una audizione presso la Commissione Parlamentare per l’attuazione del Federalismo Fiscale. Già in quella sede, estremo rilievo era stato dato alla “portata sovranazionale” della problematica. Le differenze negli schemi di bilancio delle Pubbliche Amministrazioni, rendevano – e rendono tutt’ora – di difficile comparazione i dati dei conti pubblici. Dove non è possibile leggere un dato, verificarlo e metterlo a confronto, si è in un sistema in cui gli aspetti legati alla trasparenza possono e devono essere notevolmente migliorati. Per questo, costanti critiche sono state mosse all’Italia in sede europea.

La normativa comunitaria  ha affrontato il problema con l’emanazione della direttiva n. 2011/85/UE del Consiglio, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri, secondo cui “gli Stati membri si dotano di sistemi di contabilità pubblica che coprono in modo completo e uniforme tutti i sotto-settori dell’amministrazione pubblica e contengono le informazioni necessarie per generare dati fondati sul principio di competenza” (art. 3).  Favorevole, quindi, il giudizio della Corte sulla sperimentazione del Decreto Legislativo 118/2011. In riferimento ai contenuti del Decreto, tra tutti, positivo, il giudizio sul principio della competenza finanziaria potenziata, perché in grado di migliorare il livello di trasparenza dell’attività economico finanziaria dell’Amministrazione Pubblica. Interessante, poi, il richiamo della magistratura contabile alla necessità che, pur nella consapevolezza della complessità insita nell’introduzione e nella attuazione a regime della riforma sulla nuova contabilità, “l’entrata in vigore del D. Lgs. 118/2011  non venga ulteriormente dilatata nei tempi, poiché in questo modo si finirebbe per introdurre un’altra dose di complicazione nel sistema di contabilità degli enti, a causa della prolungata fase di coesistenza di due differenti regimi contabili.”

Proprio in virtù della necessità di non rallentare ora il processo di cambiamento culturale e di farsi trovare pronti, per quanto possibile, alla data fatidica del 1 gennaio 2015, la magistratura contabile esorta gli enti a investire risorse nell’organizzazione di percorsi formativi di elevato profilo “anche con temperamenti della normativa vincolistica in vigore.” Altrettanto rilievo viene posto sulla assoluta necessità di dotarsi di strumenti informatici adeguati alle nuove norme esigenze normative. Anche per la Corte dei Conti non sembra si profilino proroghe all’orizzonte. Tutti d’accordo, pare. Staremo a vedere.

 

Lara Montefiore

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *