Personale PA — 24 maggio 2013

Il Tribunale di Tivoli Sezione per le controversie in materia di Lavoro e Previdenza con Sentenza 173/13 ha stabilito legittimo il comportamento del Comune di Marcellina che ha proceduto in via provvisoria alla liquidazione delle somme relative all’”oggetto” del mancato accordo con le OOSS, ai sensi dell’art. 40 comma 3-ter del Decreto Legislativo 165/2001 che testualmente recita:

        “Al fine di assicurare la continuità e il migliore svolgimento della funzione pubblica, qualora non si raggiunga l’accordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l’amministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Agli atti adottati unilateralmente si applicano le procedure di controllo di compatibilità economico-finanziaria previste dall’articolo 40-bis”.

 Il contenzioso si riferisce alla tornata contrattuale sulla parte economica per l’anno 2010. In data 10 dicembre 2010 in Delegazione Trattante veniva stipulata una ipotesi di intesa che al vaglio degli organismi di controllo interno riceveva parere negativo, per violazione di norma di legge sia nella relazione tecnica del Responsabile del Servizio Personale che nell’obbligatorio e vincolante parere del Revisore dei Conti.

 

Successivamente l’Amministrazione Comunale, passando anche attraverso un tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Roma, tenendo conto delle indicazioni del Revisore dei Conti, ha tentato di raggiungere un nuovo accordo in ulteriori sei incontri, risultati infruttuosi. A questo punto, stante la situazione di stallo, l’Amministrazione Comunale ha deciso di dare applicazione a quanto disposto dall’art. 40, comma 3-ter, del D.Lgs. 165/2001, con deliberazione 35-36/2011, di provvedere in via provvisoria e sulle materie del mancato accordo alla liquidazione delle somme oggetto del mancato accordo.

Successivamente, il sindacato U.I.L. – Federazione Poteri Locali – Provincia di Roma – promuoveva azione presso il Tribunale di Tivoli – Settore per le  controversie in materia di lavoro e previdenza –  avente ad oggetto: Azione proposta ai sensi dell’art. 28, l. 300/1970. Il giudice designato con decreto depositato in cancelleria il 5 maggio 2012, dichiarava la natura antisindacale dei provvedimenti adottati nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 40, comma 3-ter del D.Lgs,165/2001, disponendo l’annullamento delle deliberazioni 35 e 36 del 2011 emesse dal Commissario Straordinario del comune di Marcellina, condannando lo stesso comune al pagamento delle spese di lite.

Il Comune di Marcellina, ritenendo il proprio comportamento non lesivo delle prerogative sindacali, impugnava in opposizione il decreto del 5 maggio 2012.

Il giudice designato della controversia con sentenza del 24 gennaio 2013 accoglieva totalmente il ricorso proposto dal comune di Marcellina avverso il decreto del 5 maggio 2012, dichiarando legittimo il comportamento del Comune di Marcellina e quindi non lesivo delle prerogative sindacali di cui al’art. 28 L. 300/1970, del quale si riportano alcuni significativi passaggi:

a)  “il decreto opposto era stato emesso dal Giudice della fase sommaria sull’erroneo presupposto che i provvedimenti amministrativi (deliberazioni 35 e 36 del 2011) avessero <<valenza sostitutiva della contrattazione decentrata>>; che né la norma di riferimento (art. 40 d.lgs. 165/2001 comma 3-ter) né il Comune di Marcellina nelle proprie difese di prime cure, avevano giammai assegnato a tali atti <<valenza sostitutiva della contrattazione decentrata>>; che infatti in nessun caso gli atti amministrativi adottati dal Comune in seguito allo stallo della contrattazione decentrata, erano provvedimenti che vadano o che comunque volevano sostituire la contrattazione stessa; che la rettifica della deliberazione n. 35 con la successiva delibera n. 36 del 2011 ne era la prova documentale; che infatti, nel secondo provvedimento amministrativo adottato “in autotutela” dal Commissario Straordinario..”

b)  “l’aver il decreto opposto svolto i propri rilievi a partire dalle determinazioni del Commissario (sopra menzionate) senza considerare il contesto giuridico che si era determinato per effetto dello stallo della progressiva vicenda negoziale, equivale ad enfatizzare l’evidente unilateralità delle iniziative della parte pubblica, senza interrogarsi non fossero addirittura imposte a seguito della conclamata stasi procedurale;

c)  L’esito infruttuoso della trattativa non può di per sé determinare un giudizio di disvalore così pesante per il Comune, alla luce anche della posizione assunta dagli organi di controllo di cui all’art. 40-bis, espressamente delegati alla vigilanza sul punto.

 

Emidio Cecchetti

   

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *