Bilancio/Contabilità News in pillole — 06 dicembre 2012

La Provincia di Brescia ha posto due interessanti quesiti alla Corte dei Conti, Sez. Regionale per la Lombardia, del seguente tenore:

1) se la stipulazione del contratto di disponibilità (nei termini indicati nell’istanza di parere) comporti la violazione del divieto per la Provincia di Brescia di contrarre nuovi mutui, considerato che per l’anno in corso l’importo degli interessi sui mutui in ammortamento supera l’8% delle entrate relative ai primi tre titoli desunte dal Rendiconto della Gestione dell’Esercizio 2010;
2) se i pagamenti dei canoni di disponibilità, al fine del calcolo per il rispetto degli Obiettivi del Patto di Stabilità Interno, vadano imputati al Titolo I della Parte Spesa (Spesa Corrente) del Bilancio di Previsione, Intervento 04 (Utilizzo di Beni di Terzi), oppure al Titolo II Parte Spesa (Spesa Investimenti) del Bilancio di Previsione, Intervento 04 (Utilizzo di Beni di Terzi).

Nelle parole dei giudici contabili  si legge che spetterà all’interprete del caso concreto valutare se la spesa inerente all’infrastruttura (c.d. asset) realizzata in esecuzione di un contratto di disponibilità possa essere considerata fuori dal bilancio dell’ente (off balance) e, quindi, dal debito pubblico. “L’interprete”, afferma la corte nella Deliberazione 439 del 23 ottobre scorso, “dovrà compiere la valutazione de qua applicando il criterio del “riparto dei rischi” tra soggetto pubblico e soggetto privato secondo le indicazioni di Eurostat Solo nell’ipotesi in cui, applicando rigorosamente il criterio del riparto dei rischi tra soggetto pubblico e privato, il contratto di disponibilità non costituisca in concreto una forma di indebitamento, è possibile escludere l’iscrizione in bilancio del canone di disponibilità quale spesa di investimento. Diversamente, laddove in capo all’Amministrazione sia prevista la facoltà di riscatto (lettera c primo comma art. 160 ter), troveranno applicazione i principi espressi dalle Sezioni Riunite in sede di controllo nella deliberazione n. 49 del 16 settembre 2011″.

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Tiziana Flenghi

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