Personale PA — 13 novembre 2013

 

Nel lontano 2011, si direbbe oggi, con le previsioni contenute nell’articolo 16 comma 25 del decreto legge 138/2011 convertito in legge 148/2011 è stato dato l’avvio al nuovo sistema della nomina dei revisori dei conti.

Infatti a decorrere dal primo rinnovo dell’organo di revisione successivo alla data di entrata in vigore del decreto, i revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione da un elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti, a livello regionale, nel Registro dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, nonché gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Il nuovo sistema ha previsto la possibilità di iscriversi all’elenco, accertato il possesso dei requisiti, in relazione alla tipologia e alla dimensione demografica degli enti locali raggruppati, a tal fine, in 3 fasce.

La prima per i comuni fino a 4.999 abitanti.

La seconda per i comuni con popolazione da 5.000 a 14.999 abitanti, unioni di comuni e comunità montane.

La terza per i comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti, nonché per le province.

Oltre ai requisiti richiesti fondati essenzialmente nell’iscrizione di natura temporale(per anni) nel registro dei revisori legali o all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nello svolgimento di incarichi, offrendo per la prima fascia anche l’opportunità a chi non avesse conseguito alcun incarico, quello che ha costituito qualche elemento di dubbio è rappresentato dalla partecipazione a corsi e seminari informativi.

Infatti gli ordini si sono precipitati nell’organizzare moduli info/formativi ma è dovuto intervenire il ministero offrendo circolari e chiarimenti in grado di fugare dubbi e perplessità.

Infatti si è precisato che i crediti formativi sono validi solo se conseguiti a seguito della partecipazione a corsi e/o seminari in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali i cui i programmi di approfondimento e i relativi test di verifica siano previamente condivisi con il Ministero dell’Interno.

Pertanto le richieste da un lato devono essere trasmesse al dipartimento affari interni e devono pervenire dal registro dei revisori contabili e dall’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ai quali spetta il riconoscimento dei crediti formativi.

Ma i programmi debbono contenere informazioni precisi su programmi e ore e devono avere riguardo alla contabilità e alla programmazione economica finanziaria degli enti locali , alle regole del patto di stabilità e agli adempimenti alle sezioni regionali di controllo della corte dei conti, mentre i test si basano su un numero predeterminato di domande a risposta multipla sulle materie oggetto del corso.

Ma la novità sostanziale di questa riforma sta nel ruolo centrale assunto dalle prefetture in ordine alla scelta dell’organo di revisione, sulle tempistiche e sulle procedure.

Infatti i revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione a sorte dall’elenco dal Ministero mentre gli enti locali sono tenuti a dare alla prefettura comunicazione della scadenza dell’incarico del proprio organo di revisione prima con almeno 15 giorni di anticipo nel primo mese di avvio del procedimento di scelta, oggi almeno due mesi prima della scadenza stessa.

E’ stato contemplato altresì il caso di cessazione anticipata dall’incarico, e nel qual caso la comunicazione va inoltrata immediatamente e comunque non oltre il terzo giorno successivo a tale cessazione.

Per quanto riguarda le procedure, la Prefettura provvede a comunicare agli enti interessati il giorno in cui si procederà alla scelta dei revisori presso la sua sede che avverrà nel giorno fissato in seduta pubblica, alla presenza del Prefetto o di un suo delegato, così da procedere all’estrazione a sorte, con procedura tramite sistema informatico.

Per ciascun componente dell’organo di revisione da rinnovare sono estratti, con annotazione dell’ordine di estrazione, 3 nominativi, il primo dei quali e’ designato per la nomina di revisore dei conti mentre gli altri subentrano, nell’ordine di estrazione, nell’eventualità di rinuncia o impedimento ad assumere l’incarico da parte del soggetto da designare.

Dell’esito del procedimento di estrazione viene redatto apposito verbale e data comunicazione a ciascun ente locale interessato, affinché provveda, con delibera del consiglio dell’ente, a nominare quale organo di revisione economico-finanziaria, i soggetti estratti previa verifica di eventuali cause di incompatibilità o di altri impedimenti ovvero in caso di eventuale rinuncia.

Va precisato che nei casi di composizione collegiale dell’organo di revisione economico finanziario, le funzioni di presidente del collegio sono svolte dal componente che risulta aver ricoperto il maggior numero di incarichi di revisore presso enti locali e, in caso di egual numero di incarichi ricoperti, ha rilevanza la maggior dimensione demografica degli enti presso i quali si e’ già svolto l’incarico.

In quest’ultimo caso i primi 3 nominativi estratti sono designati per la nomina, mentre gli altri nominativi estratti, potranno subentrare in caso di eventuale rinuncia o impedimento dei predetti, nell’ordine generale di estrazione, ossia dal quarto al nono.

I nominativi dei revisori dei conti fino al 31 dicembre 2013, saranno estratti dall’elenco del ministero aggiornato.

La fase a regime decorre dall’1 gennaio 2014.

In questo caso il mantenimento nell’elenco per i soggetti già iscritti e’ soggetto all’onere della dimostrazione del permanere dei requisiti richiesti, a pena di cancellazione, secondo modalità e termini che saranno comunicati con avviso sulle pagine del sito internet del Ministero dell’interno-Dipartimento per gli affari interni e territoriali.

Con questo stesso avviso sarà prevista la possibilità di presentare domanda di iscrizione di nuovi soggetti. Sulla base della documentazione acquisita, il Ministero dell’interno-Dipartimento per gli affari interni e territoriali provvederà, annualmente, all’aggiornamento dell’elenco.

Va da ultimo ribadita l’incidenza delle previsioni dell’articolo 248 del Dlgs 267/2000 sostituito dall’articolo 6 del Dlgs 149/2011  che ha stabilito che “Qualora, a seguito della dichiarazione di dissesto, la Corte dei conti accerti gravi responsabilità nello svolgimento dell’attività del collegio dei revisori… costoro non possono essere nominati nel collegio dei revisori degli enti locali”

I riscontri percepiti sul campo hanno rivelato come un’esperienza partita in sordina si sia rivelata una pratica improntata alla trasparenza e neutralità.

 

 

 MASSIMO FIERAMONTI

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Tiziana Flenghi

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