News in pillole Patrimonio — 02 settembre 2013

La Regione FVG, con nota del 1° agosto 2013, risponde ad una richiesta di parere in ordine alla possibilità di procedere all’acquisto di mobili e arredi funzionali alla conduzione del centro di aggregazione giovanile di proprietà comunale, destinato all’uso non gratuito da parte di terzi, stante il disposto di cui all’articolo 1, comma 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

La Regione afferma che “L’art. 1, comma 143, della L. 228/2012 dispone che le amministrazioni pubbliche non possono effettuare spese di ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l’acquisto di mobili e arredi, salvo che l’acquisto dia funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili. Spetta, pertanto, all’Ente valutare la sussistenza o meno delle condizioni al fine di procedere all’acquisto degli arredi sulla base di una puntuale quantificazione preventiva dei costi e dei risparmi conseguenti”.

Nello specifico nel parere si legge che “La norma in argomento, facendo salve le misure di contenimento della spesa già previste dalle vigenti disposizioni, stabilisce che, per gli anni 2013 e 2014, «le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, … omissis… non possono effettuare spese di ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l’acquisto di mobili e arredi, salvo che l’acquisto sia funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili. In tal caso il collegio dei revisori di conti verifica preventivamente i risparmi realizzabili, che devono essere superiori alla minore spesa derivante dall’attuazione del presente comma».

Alla luce del fatto che la violazione della disposizione in argomento è valutabile ai fini della responsabilità amministrativa e disciplinare dei dirigenti, si ritiene necessario che l’Ente effettui un’analisi approfondita dell’operazione, nell’ottica di una puntuale quantificazione preventiva dei costi e dei risparmi conseguenti, avendo presente che la norma impone che:

a) l’acquisto di mobili e arredi deve essere funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili. Si tratta di un aspetto che solo l’Ente è in grado di valutare pienamente;

b) i risparmi realizzabili con l’acquisto devono essere superiori all’entità della spesa di conduzione degli immobili.

In via collaborativa, si riporta quanto specificato da un articolo di dottrina, avente ad oggetto ‘L’applicazione dei limiti sulle singole tipologie di spesa: il caso dell’acquisto di mobili e arredi (articolo 1, comma 141, legge di stabilità n. 228/2012’, secondo il quale occorre che il collegio dei revisori certifichi che i nuovi mobili e arredi consentono un risparmio sulla base di una motivata analisi economica che dimostri come tali risparmi siano ottenibili dal mancato taglio e li quantifichi”.

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Tiziana Flenghi

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