Bilancio/Contabilità Senza categoria — 22 novembre 2013

 

L’articolo 14 del DDL di stabilità per il 2014 ridisegna, nuovamente, la disciplina del patto di stabilità interno per gli enti locali, di cui all’articolo 31 della legge n. 183/2011. Tale articolo è stato oggetto di diverse modifiche, in primis, con la legge di stabilità 2013, che fissa le linee di azione per le annualità dal 2013 al 2016 . Più recentemente, è stato modificato con l’articolo 9 comma 6 del d.l. n. 102/2013 e ancora più profondamente con l’articolo 2 comma 5 del d.l. n. 120 del 2013, ancora in corso di conversione, in prima lettura, alla Camera dei deputati.

Gli enti che, dal 2014, parteciperanno alla sperimentazione applicheranno coefficienti rideterminati con decreto del MEF, con un obiettivo tendenziale pari a zero.

La legge di stabilità determina, nella sua versione attuale, una riduzione sui saldi finanziari di circa 1,5 miliardi di euro, per il solo anno 2014, ma determina, allo stesso momento, un aggravio a regime, a partire dal 2016, di 344 milioni di euro.

I commi da 7 a 16 dell’articolo 31 della legge di stabilità per l’anno 2012, come novellato, contengono una serie di elementi che vanno esclusi insede di calcolo del patto di stabilità interno.

In particolare, il comma 4 dell’articolo 14 della legge di stabilità inserisce il comma 9-bis dell’articolo 31 citato, attribuendo agli enti locali, la possibilità diescludere, per il 2014, i pagamenti in conto capitale, che pertanto nonvengono computati nel saldo finanziario in termini di competenza mista, per un importo di 1 miliardo di euro. Ai fini della distribuzione di tale importo, gli enti locali comunicano, tramite il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine del 14 febbraio 2014, gli spazi finanziari di cui necessitano, per poter effettuare i pagamenti in conto capitale.

E’ prevista, dal comma 12 dell’articolo 14 citato, un’ulteriore esclusione dal patto di stabilità interno, per 500 milioni di euro, per i pagamenti effettuati, nel corso del 2014, per i: a) debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili alla data del 31dicembre 2012; b) debiti in conto capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2012, inclusi ipagamenti delle regioni in favore degli enti locali e delle province in favore dei comuni; c) debiti in conto capitale riconosciuti alla data del 31 dicembre 2012ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento di legittimità entro la medesima data. Per poter usufruire di tale esclusione, gli enti debbono comunicare glispazi finanziari di cui necessitano entro il termine perentorio del 14 febbraio 2014, sempre con l’utilizzo dell’applicativo web.

Con decreto del MEF da emanarsi entro il successivo 28 febbraio, sono definiti per ogni ente locale gli importi dei pagamenti da escludere dal patto di stabilitàinterno.

In caso di mancata comunicazione da parte dei responsabili, la procura regionale della Corte dei conti, esercita l’azione nei confronti dei responsabilidei servizi interessati che, senza giustificato motivo, non hanno richiestogli spazi finanziari. L’azione della Corte è esercitata, altresì, nei confronti di coloro che non hanno effettuato pagamenti in misura pari almeno al 90 per cento degli spazi concessi. La sanzione, irrogata dalla Corte dei conti,è pari a due mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscalie previdenziali. Le sentenze di condanna sono pubblicate sul sito istituzionale dell’ente, fino a quando non siano state eseguite per l’intero importo.

 

EUGENIO PISCINO

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Tiziana Flenghi

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