Bilancio/Contabilità — 19 marzo 2013

Gli obiettivi del patto di stabilità possono essere modificati con i Patti di solidarietà tra gli enti territoriali: si tratta del patto regionale verticale, del regionale orizzontale, del regionale verticale incentivato e del patto nazionale orizzontale, tramite i quali gli enti possono cedersi spazi finanziari validi ai fini del raggiungimento dell’obiettivo.

Con il patto regionale di tipo verticale le singole regioni italiane possono cedere propri spazi finanziari agli enti locali del proprio territorio, permettendo agli stessi di poter effettuare un maggior livello di spese in conto capitale, senza obbligo di restituzione. Con il patto orizzontale, sia esso nazionale o regionale, gli enti locali si scambiano spazi finanziari che dovranno essere oggetto di recupero o di restituzione nel biennio successivo[i].

 

IL PATTO ORIZZONTALE NAZIONALE

La legge n. 16 del 2012 ha introdotto il patto orizzontale nazionale, tra gli enti che hanno spazi finanziari da cedere e quelli che ne fanno richiesta. La normativa è stata successivamente modificata con l’articolo 16 del d.l. n. 95/2012. Il comma 12 del decreto posticipa dal 30 giugno al 20 settembre il termine entro il quale i comuni che intendono avvalersi del patto orizzontale nazionale sono tenuti a comunicare al MEF l’entità degli spazi finanziari che sono disposti a cedere o di cui necessitano riducendo il contributo da 500 a 200 milioni per i comuni che cedono spazi finanziari.

Ulteriori modifiche sono apportate dalla legge di stabilità per il 2013, che ha modificato i termini per le comunicazioni relative agli spazi finanziari oggetto di trasferimento, che devono essere effettuate dai comuni al Ministero.

Come noto, il patto orizzontale nazionale permette ai comuni che prevedono di ottenere un differenziale negativo rispetto all’obiettivo previsto, di comunicare al MEF entro il termine perentorio del 15 luglio – in precedenza 20 settembre – l’entità degli spazi finanziari di cui abbisognano nell’esercizio corrente, per il pagamento dei residui passivi in conto capitale. Analogamente, i comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo, entro la stessa data possono comunicare gli spazi finanziari che intendono cedere.  Nello stesso termine i comuni possono variare le comunicazioni già trasmesse. Nel caso in cui gli spazi richiesti o quelli ceduti superino quelli, rispettivamente, ceduti o richiesti, l’utilizzo è ridotto proporzionalmente.

Gli enti che cedono spazi, hanno riconosciuta, nel biennio successivo, una modifica migliorativa dell’obiettivo, commisurata ogni anno alla metà degli spazi finanziari ceduti. Mentre, gli enti che ottengono maggiori spazi registrano un peggioramento degli obiettivi nei due anni successivi, per un importo annuale pari alla metà del miglioramento ottenuto.

Sulla base delle diverse richieste pervenute, la Ragioneria generale dello Stato aggiorna entro il 10 settembre – in precedenza entro il 5 ottobre – il prospetto degli obiettivi degli enti locali interessati alla riformulazione dell’obiettivo. La rimodulazione dell’obiettivo trova indicazione nel modello di calcolo degli obiettivi – fase 4A – utilizzando la funzione variazione modello contenuta nell’applicazione web del patto.

Con la certificazione del rispetto del patto di stabilità[ii] i firmatari (il rappresentante legale, il responsabile finanziario e l’organo di revisione) attestano che i maggiori spazi finanziari sono stati utilizzati esclusivamente per effettuare spese per il pagamento di residui passivi del Titolo II. La mancanza della certificazione determina che gli spazi acquisiti non sono considerati, mentre restano vali i peggioramenti del biennio successivo[iii].

Il modello di certificazione del monitoraggio semestrale prevede la voce del pagamento dei residui passivi in conto capitale alla voce PagRes. Eventuali spazi acquisiti ma non utilizzati non possono essere destinati ad altre finalità, sono recuperati e determinano un peggioramento dell’obiettivo 2013, mentre restano validi, anche in questo caso, i peggioramenti dei saldi obiettivi del successivo biennio.

 

IL PATTO REGIONALE VERTICALE E INCENTIVATO

Il patto regionale verticale[iv] prevede che la regione riconosca spazi finanziari agli enti locali del proprio territorio con un contestuale peggioramento, di uguale importo, del proprio obiettivo. Gli enti locali comunicano all’ANCI, all’UPI e alle regioni, entro il 15 settembre di ogni anno, gli spazi finanziari di cui necessitano per effettuare pagamenti in conto capitale del Titolo II (sia di competenza che in conto residui passivi). Le regioni, entro il termine del 31 ottobre, comunicano al MEF e agli enti interessati i nuovi obiettivi determinati a seguito della compensazione verticale[v].

La legge di stabilità per il 2013 ha nuovamente previsto, al comma 122, il meccanismo del patto verticale incentivato, estendendolo anche alle province e non più limitato ai soli comuni. Anche in questo caso, le regioni cedono, agli enti locali del proprio territorio, spazi finanziari, ma è riconosciuto alle stesse regioni un contributo pari a 800 milioni di euro, pari al 83,33 per cento degli spazi ceduti, da destinare alla riduzione dell’indebitamento. Le regioni cedono, pertanto, 960 milioni di euro che gli enti locali possono utilizzare esclusivamente per il pagamento dei residui passivi in conto capitale. Il suddetto contributo di 800 milioni di euro è suddiviso tra le regioni sulla base di una tabella prevista dal comma 122 dell’articolo unico della legge n. 228/2012, che può essere modificata, entro il 30 aprile, con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni.

L’ente locale che intende utilizzare spazi del patto regionale verticale incentivato deve comunicare all’ANCI, all’UPI e alla regione di appartenenza l’entità degli spazi di cui necessita nel corso dell’anno 2013, entro un termine che permetta alle regione di rispettare il termine del 31 maggio, per portare a termine la procedura di assegnazione di spazi finanziari. Entro tale termine, le regioni che cedono spazi debbono comunicare al MEF, con riferimento ad ogni ente beneficiario gli elementi informativi occorrenti per il mantenimento degli equilibri di finanza pubblica. Il riparto avvenuto, non è più modificabile dopo il 31 maggio e con il patto verticale ordinario la regione potrà cedere ulteriori spazi agli enti del proprio territorio, ma non potrà ridurre gli spazi già ceduti con il patto verticale incentivato. La comunicazione regionale per il patto verticale, anche incentivato, deve essere accompagnata dalla deliberazione della giunta regionale o da una nota sottoscritta dal Presidente della regione e dal responsabile finanziario, indicando, per ogni ente, l’ammontare degli spazi concessi per i pagamenti in conto capitale – patto regionale verticale – ovvero per lo smaltimento dei residui passivi in conto capitale, per il patto regionale verticale incentivato. Tale comunicazione deve essere trasmessa, come detto, rispettivamente entro il 31 ottobre ed entro il 31 maggio, sia tramite lettera raccomandata che con il sistema web.

 

IL PATTO REGIONALE ORIZZONTALE

Il patto regionale orizzontale[vi] prevede che i comuni e le province che prevedono di ottenere, nell’anno 2013, un differenziale, positivo o negativo, rispetto all’obiettivo del patto di stabilità interno comunicano alla regione di appartenenza, all’ANCI e all’UPI, entro il 15 ottobre, gli spazi finanziari che o sono disposti a cedere o di cui fanno richiesta, con l’obbligo di recupero o cessione nel biennio successivo. Pertanto, gli enti che hanno ceduto spazi finanziari hanno, nei successivi due anni, un miglioramento del loro obiettivo, mentre gli enti che hanno ottenuto spazi, registrano un peggioramento dei saldi per un importo pari alla quota acquisita. Per gli enti che hanno partecipato al patto regionale orizzontale nel 2012 gli spazi sono attribuiti o recuperati negli anni 2013 e 2014, a cui saranno, eventualmente, aggiunti ulteriori importi in caso di partecipazione anche al patto orizzontale 2013.

Le regioni effettueranno, pertanto, la comunicazione per gli spazi relativi all’anno finanziario 2013, entro il 31 ottobre, senza tener conto dei crediti e debiti di spazi finanziari derivanti dal patto regionale orizzontale del 2012.  Il saldo obiettivo di ogni ente per il 2013 sarà dato dalla somma tra il saldo obiettivo finale e la variazione dell’obiettivo determinata dal patto regionale verticale e/o orizzontale.  Il termine del 31 ottobre non potrà essere oggetto di modifica da parte della normativa regionale del patto di stabilità, in quanto il termine è finalizzato a permettere al MEF di verificare, tramite il monitoraggio semestrale, il mantenimento dei saldi di finanza pubblica.

 

Eugenio Piscino

[i] Il patto incentivato è notevolmente più ingarbugliato rispetto a quello dell’anno precedente. Si veda M. Barbero, Patto 2013 anche gli sconti sono un dedalo, ItaliaOggi del 15 febbraio 2013.

[ii] Certificazione prevista dal comma 20 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183.

[iii] Non è più previsto il contributo a favore dei comuni che cedono spazi finanziari di cui al comma 3 del citato articolo 4-ter.

[iv] disciplinato dai commi 138, 138-bis, 139 e 140 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come modificato dalla legge di stabilità 2013.

[v] Si ritiene di evidenziare che l’articolo 1 comma 435, della legge di stabilità 2013 ha abrogato il comma 143 dell’articolo 1 della legge n. 220 del 2010, e pertanto, non è più autorizzato, in favore delle regioni che peggiorano il proprio obiettivo, lo svincolo di destinazione del triplo delle somme statali alle stesse spettanti.

[vi] Il patto regionale orizzontale è disciplinato dai commi 141 e 142 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. I criteri e le modalità attuative del patto regionale orizzontale sono stabiliti con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 6 ottobre 2011, n. 0104309.

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Tiziana Flenghi

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