Bilancio/Contabilità PA Digitale — 22 maggio 2014

I cambiamenti strutturali della riforma  sono stati ampiamente dibattuti e analizzati, mentre meno rilievo è stato dato al nuovo ruolo che andrà a ricoprire il cronoprogramma.  Parlando di esigibilità del credito, il cronogramma, diverrà strumento centrale di programmazione e previsione delle spese che dovranno essere impegnate negli esercizi in cui le singole obbligazioni passive scadranno.  Scenario che potrebbe verificarsi durante il passaggio dalla vecchia alla nuova contabilità, è una incomunicabilità tra i cronoprogrammi delle varie amministrazioni.

Analizziamo, ad esempio, il caso in cui una Regione “x” decida di finanziare la realizzazione di un’opera pubblica del Comune “y” pari a 100, così ripartito: 60 per l’anno t e 40 per l’anno t+1.  L’Ente destinatario del finanziamento, invece, programmi 80 nell’anno t e 20 nell’anno t+1. Viene, dunque, a verificarsi una discrepanza tra quanto programmato e previsto tra Regione e Ente finanziato, che con il nuovo sistema contabile non potrà risolversi con anticipazioni di risorse future.

Soluzione all’ipotesi prospettata potrebbe essere: la Regione modifica gli stanziamenti di spesa relativi ai contributi agli investimenti per la realizzazione dell’O.P., rimodulando inoltre gli impegni in sede di assestamento o di bilancio previsionale sulla base del crono programma aggiornato; l’Ente modifica gli stanziamenti di entrata riguardanti i contributi agli investimenti e le spese relative all’O.P., provvedendo inoltre al riaccertamento degli accertamenti e degli impegni assunti in misura differente rispetto alle indicazioni del crono programma aggiornato. L’esempio è calzante in quanto rimarca l’irrinunciabilità del dialogo tra i cronoprogrammi delle amministrazioni coinvolte, non solo durante il passaggio tra la vecchia e la nuova contabilità, ma anche quanto il sistema entrerà a regime.

Frontiera della nuova contabilità non è solo l’armonizzazione contabile interna alle singole amministrazioni ma tra tutte le amministrazioni, generando così armonizzazione tra i bilanci.

BARBARA FRONDUCCI

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Tiziana Flenghi

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