Servizi pubblici locali/Appalti — 03 febbraio 2014

 

L’operazione di trasformazione eterogenea di una società di capitali che gestisce un servizio pubblico a rilevanza economica (nella specie, il servizio idrico) in azienda speciale consortile, è compatibile sia con le norme civilistiche, trattandosi di organismi entrambi dotati di patrimonio separato, a garanzia dei terzi e dei creditori, e sia con le disposizioni pubblicistiche, intese a ricondurre tali organismi ad un regime uniforme quanto al rispetto dei vincoli di finanza pubblica. A seguito dell’intervenuta abrogazione dell’art. 9, co. 6, d.l. n. 95/2012, è consentita la liquidazione di una società di capitali e la costituzione ex novo di un’azienda speciale consortile. Sono queste le conclusioni a cui giunge la Corte dei conti, Sez.  Autonomie, con Deliberazione 2 del 21  gennaio 2014, rispondendo  sulla questione di massima posta dalla Sezione regionale di controllo per il Piemonte con deliberazione n. 365/2013 relativa alla possibilità di operare la trasformazione eterogenea della Società Metropolitana Acque Torino S.p.a. – SMAT – a totale partecipazione pubblica, che gestisce la produzione e l’erogazione del servizio idrico integrato, in un’azienda speciale consortile di diritto pubblico.

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Tiziana Flenghi

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