Personale PA — 12 febbraio 2015

 

Sembra proprio “non essere”. No utilizzo graduatorie. No mobilità.   No nuovi concorsi.

La Circolare 1/2015, spiegando le nuove norme della legge di stabilità, sembra porre fine alle speranze degli enti, che con il Dl 90/2014 avevano visto dopo anni allentati i rigidi vincoli assunzionali….
Infatti la legge di stabilità prevede disposizioni stringenti che vogliono conciliare gli obiettivi di razionalizzazione della spesa e di non avere eff etti traumatici di licenziamento per dipendenti pubblici provinciali.
Per dare forza a queste disposizioni si dispone duramente che le “assunzioni effettuate in violazione del presente comma sono nulle”. E’ quest a una sanzione che travolge l’assunzione e fa maturare gravi responsabilità in capo ai soggett i che la hanno realizzata. Tra l’altro, le stesse disposizioni si applicano, sostanzialmente, anche alle assunzioni nelle amministrazioni statali.
Tralasciando per ora le indicazioni dirette alla province e città metropolitane, la circolare tocca tutti i punti principali in dubbio per gli enti territoriali.
La disciplina del comma 424 riguarda regioni (strutture di tutta l’amministrazione regionale, nonché enti da queste dipendenti) e tutti gli enti locali come definiti dal Tuel che DEVONO destinare il budget delle assunzioni relativo agli anni 2015 e 2016 per ricollocare il personale delle province.
Le regioni valutano se estendere l’obbligo anche agli enti del Servizio sanitario regionale in relazione al loro fabbisogno.o
Il budget che è vincolato dalla legge è quello riferito alle cessazioni 2014 e 2015.
ENTI SOGGETTI AL PATTO.
Il regime previsto dalla normativa vigente prevede per gli enti sottoposti al patto di stabilità (articolo 3, comma 5, del d.l. 90/2014) una percentuale di turn over pari al 60% per l’anno 2015 e dell’80% per l’anno 2016.
La percentuale è fissata al 100% per gli enti sotto posti al patto la cui spesa di personale in rapporto a quella corrente è pari o inferiore al 25 % (articolo 3, 5-quater, del d.l. 90/2014).
Quindi tale percentuale deve essere destinata in primis all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate al 1° gennaio 2015. Le risorse rimanenti, ovvero quelle derivanti dalle facoltà ad assumere al netto di quelle utilizzate per l’assunzione dei vincitori, devono essere destinate, sommate ai risparmi derivanti dalla restante percentuale di cessazioni
(ovvero 40% per il 2015 e 20% per il 2016), ai processi di mobilità del personale soprannumerario degli enti di area vasta.
In sostanza il legislatore vincola gli enti a destinare il 100% del turn over alla mobilità del personale degli enti di area vasta, salvaguardando l’assunzione dei vincitori esclusivamente a valere sulle facoltà ordinarie di assunzione.
Sono altresì salvaguardate le esigenze di incremento di part-time nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 101, della legge 24
4/2007, che considera la trasformazione in full time nuova assunzione e quindi con le nuove norme non consentita.
Le assunzioni sono ovviamente consentite soltanto per gli enti che sono in regola con i vincoli del patto di stabilità interno e che in generale hanno sostenibilità finanziaria di bilancio.
ENTI NON SOGGETTI AL PATTO
Il vincolo descritto si applica anche agli enti non sottoposti al patto nel rispetto del regime delle assunzioni previsto: limite di spesa 2008 e c essazioni dell’anno precedente.
 Se l’osservatorio nazionale rileva che il bacino del personale da ricollocare è completamente assorbito, verranno eventualmente adottati appositi atti per ripristinare le ordinarie facoltà di assunzione alle amministrazioni interessate.
Le spese per il personale assorbito in mobilità dalle provincie e città metropolitane non si calcolano al fine del rispetto del tetto di spesa d i cui al comma 557 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e si ritiene anche di cui al comma 562.
La possibilità di superamento della spesa di cui al comma 557 citato è consentita, al netto delle assunzioni fatte per i vincitori in applicazione del comma 424, per assorbire soltanto il personale in mobilità. Tale incremento va quantificato e si decurta gradualmente in coerenza
con la disciplina prevista per il turn over. In sostanza rimane permanente nella misura in cui le facoltà ad assumere a tempo indeterminato lo con
sentono. Nelle more del completamento del procedimento di cu i ai commi 424 AGLI ENTI LOCALI E ALLE REGIONI è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016. Le assunzioni effettuate in violazione sono NULLE!
Rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti, nonché quelle previste da norme speciali.
Per quanto riguarda l’assunzione delle categorie protette resta fermo l’obbligo di copertura della quota di riserva. A tale obbligo si può adempiere anche attraverso l’acquisizione di personale in mobilità dagli enti di area vasta assunto in applicazione della normativa vigente in materia di categorie protette.
Le procedure concorsuali avviate, anche se finanziate su una programmazione che prevedeva l’utilizzo dei budget 2015 e 2016, possono essere p
roseguite ove l’amministrazione possa vincolare risorse relative ad anni successivi. Lo s tesso dicasi per le procedure di avviamento
mediante collocamento.
Non è consentito bandire nuovi concorsi a valere sui budget 2015 e 2016, né procedure di mobilità.
Sono perciò legittimi soltanto nuovi concorsi a val ere su budget assunzionale 2017.
Le procedure di mobilità volontaria avviate prima del 1° gennaio 2015 possono essere concluse.
Fintanto che non sarà implementata la piattaforma d i incontro di domanda e offerta di mobilità presso il Dipartimento della funzione pubblica, è consentito alle amministrazioni pubbliche indire bandi di procedure di mobilità vol ontaria riservate esclusivamente al
personale di ruolo degli enti di area vasta.
Per il personale infungibile come il personale educativo e docente degli enti locali, l’eventuale assunzione anche di idonei, nel rispetto delle procedure di autorizzazione previsti dalla normativa vigente, non può superare la percentuale di turn over consentita secondo il regime ordinario.
STABILIZZAZIONI
La norma proroga al 31 dicembre 2018 il termine originariamente fissato al 31 dicembre 2016 per l’espletamento delle procedure previste dall’art. 4, commi 6 e 8 del D.L. n. 101 del 2013, che reintrodotto la possibilità di “stabilizzare” il personale precario della PA, si prevede altresì che si possa attingere, per le finalità indicate e nel rispetto delle percentuali massime previste per garantire l’adeguato accesso dall’esterno, alle risorse disponibili per le assunzioni per gli anni 2017 e 2018.
In poche parole si potranno avviare tali percorsi solo dal 2017.
Le graduatorie definite in esito alle previste procedure di reclutamento speciale transitorio sono utilizzabili per assunzioni fino al 31 dicembre 2018. I contratti di lavoro a tempo determinato sono prorogabili, nei limiti previsti d all’articolo 4, comma 9, del d.l. 101/2013 fino al 31 dicembre 2018.

 

Roberto Mastrofini

 

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Tiziana Flenghi

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