Bilancio/Contabilità Senza categoria — 22 novembre 2013

La riforma ha impatti pervasivi, estesi e profondi. Occorre conoscerne le finalità e sopatutto le dinamiche tecniche di funzionamento, perché si trasformi da criticità in opportunità di miglioramento. Se possibile. Si consideri che molte delle innovazioni sono da apprezzare quali significativi passi in avanti. In particolare si menziona: l’univocità degli schemi di bilancio per tutto il sistema pubblico, con conseguente “consolidabilità” delle informazioni contabili; il consolidamento con i bilanci degli enti e soggetti partecipati, che tanti problemi ha evidenziato in questi ultimi anni; la classificazione del bilancio per “missioni e programmi” che consente una lettura funzionale sino ad oggi inedita; il livello di dettaglio conseguibile nelle informazioni contabili agganciate ad un piano dei conti univoco per tutte le pubbliche amministrazioni; l’introduzione dello strumento, fino a ieri facoltativo, come il “fondo dei crediti di dubbia esigibilità” che potrebbe indurre a comportamenti maggiormente virtuosi in materia di gestione delle entrate; l’obbligo di approvazione e gestione del “bilancio di cassa”, oggi sempre più necessario per effetto del Patto di Stabilità e per gli obblighi introdotti dal DL n. 78/2009, trasformato in legge n. 102/2009, sulla compatibilità degli impegni di spesa con il programma dei pagamenti. Il legislatore ha colto l’occasione dell’emanazione del Decreto Legge n. 102 del 31 agosto 2013, avente ad oggetto “Disposizioni urgenti in materia di IMU … omissis …” per introdurre all’art. 9 alcune novità nell’articolata disciplina della “riforma della contabilità”.

L’entrata in vigore del nuovo sistema contabile per tutti gli enti locali è rinviata al 2015; un periodo di ulteriore sperimentazione.

Si spenda utilmente tale periodo per mettere a punto gli strumenti che qualificano, migliorandola, la rappresentazione delle scritture contabili. Si valuti, con maggiore attenzione al rapporto tra oneri e benefici, la formulazione del “principio contabile della competenza finanziaria potenziata”, oggi solo un allegato al DPCM del 28 dicembre 2011. Con l’introduzione di queste nuove regole di contabilizzazione ed in particolare con lo strumento del “fondo pluriennale vincolato” si corre il rischio di vanificare una parte significativa delle utilità e dei progressi in corso di realizzazione.

Le criticità sono state sopra sinteticamente esposte e pare tuttavia a chi scrive di averne data una rappresentazione solo parziale, tante sono le implicazioni sulle dinamiche di bilancio, in relazione a differenti tipologie, evidentemente non tutte trattabili in questa sede.

Si ritiene che l’informazione inerente la “scadenza” delle obbligazioni rappresenti un imprescindibile elemento di conoscenza, utile all’ottimizzazione delle scelte di programmazione ed alle operazioni di gestione. Tuttavia non si ritiene opportuno che questa (il presidio della scadenza) arrivi a torcere, se non addirittura distorcere, il funzionamento della contabilità finanziaria, solo allo scopo di un artificioso “nascondimento dei residui”. Il “fondo pluriennale vincolato” consente di ricollocare solo parte degli impegni giuridici in essere, poiché la manifestazione delle scadenze ha una proiezione temporale che talvolta va ben oltre il bilancio pluriennale. In alternativa si provi ad accompagnare il bilancio di previsione e quello consuntivo con una certificazione, obbligatoria, di tutte le scadenze. Si pensi ad una contabilizzazione aggiuntiva che dia la proiezione dinamica di tutti i residui passivi in un cronoprogramma delle scadenze, senza limiti temporali e senza i vincoli delle norme che presidiano alla gestione di bilancio (senza cioè impiegare le scadenze quale fattore decisivo della gestione, con pesanti ricadute anche sulla previsione). Una matrice informativa ben elaborata potrebbe compensare, “normalizzare”, correttamente le carenze di notizia, non obbligare ad artifici funambolici ed ermetici sulla contabilità finanziaria e lasciare in trasparenza ogni elemento utile alle valutazioni di finanza pubblica.

 

 

PATRIZIO BELLI

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Tiziana Flenghi

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