La Corte di Giustizia europea, con sentenza C-183/11 del 29 novembre 2012, si pronuncia sull’interpretazione del diritto dell’UE in materia di presupposti di applicabilità dell’eccezione riguardante l’affidamento diretto, cd “in house”, di un servizio pubblico. “Quando più autorità pubbliche, nella loro veste di amministrazioni aggiudicatrici”, afferma la Corte, “istituiscono in comune un’entità incaricata di adempiere compiti di servizio pubblico ad esse spettanti, oppure quando un’autorità pubblica aderisce ad un’entità siffatta, la condizione enunciata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, secondo cui tali autorità, per essere dispensate dal loro obbligo di avviare una procedura di aggiudicazione di appalto pubblico in conformità alle norme del diritto dell’Unione, debbono esercitare congiuntamente sull’entità in questione un controllo analogo a quello da esse esercitato sui propri servizi, è soddisfatta qualora ciascuna delle autorità stesse partecipi sia al capitale sia agli organi direttivi dell’entità suddetta”.

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Tiziana Flenghi

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