News in pillole Personale PA — 18 luglio 2013

La Corte dei Conti per la Lombardia, con Deliberazione 250 del 24 giugno scorso, ha risposto ad una richiesta di chiarimenti posta da un ente che dopo aver specificato  di non avere rispettato il patto di stabilità interno per l’anno  2012, richiede:
i) se sia possibile procedere alla corresponsione del trattamento economico  accessorio (parte variabile del fondo produttività ex art. 15, comma 2, del c.c.n.l. sottoscritto  in data 1 aprile 1999) relativo all’anno 2012;
ii) se in caso di avvenuto pagamento nello stesso  anno dì dette quote retributive accessorie si debba procedere al recupero delle stesse nella  sessione negoziale immediatamente successiva;
iii) se per l’anno 2013, lo stesso comune (in  caso di certificazione dell’avvenuto rispetto del Patto di stabilità 2013) possa prevedere lo  stanziamento di risorse aggiuntive (parte variabile del fondo produttività ex art. 15, commi 2 e  5 del cennato c.c.n.l.).
I giudici contabili lombardi chiariscono che “ferma restando l’astratta  ricomprensione delle risorse de quibus tra quelle subordinate al rispetto dei vincoli di finanza  pubblica, deve ribadirsi che gli enti locali, nella deliberazione e successiva erogazione delle  risorse integrative aggiuntive, in osservanza di un principio di prudenza, corollario di quello  più generale di sana gestione finanziaria, sono comunque tenuti a rispettare gli obiettivi posti  dal Patto di stabilità interno e le norme vigenti che impongono il contenimento delle spese di  personale anche con rifermento all’esercizio finanziario venturo o in corso (nel caso di specie:  il 2012) attraverso lo strumento del bilancio di previsione e i relativi assestamenti.
In forza dei richiamati principi e in coerenza, altresì, con i vincoli del quadro normativo,  le possibilità concrete di integrare le risorse finanziarie destinate alla contrattazione  decentrata integrativa andranno poi subordinate al rispetto del Patto di stabilità e dei vincoli  finanziari sia nell’anno precedente che in quello di destinazione di tali risorse. Ferma restando,  quindi, l’obbligo di recupero delle somme eventualmente versate nella sessione negoziale  successiva (nel caso di specie: il 2013), l’ente interessato potrà integrare le risorse destinate  alla contrattazione decentrata dopo aver accertato l’effettivo rispetto dei vincoli finanziari (nel caso di specie: non prima del 2014)”.

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Tiziana Flenghi

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