Senza categoria — 01 luglio 2013

 

La Civit con delibera 48 del 27 giugno 2013,  emessa a seguito di numerosi quesiti  sui limiti temporali relativi alla nomina o alla conferma in incarichi amministrativi di vertice e di amministratori di enti pubblici o di enti di diritto privato in controllo pubblico, chiarisce che l’art. 7 possa essere interpretato nel senso che il divieto operi soltanto per quanto riguarda l’incarico di amministratore presso un diverso ente e non impedisca invece la conferma dell’incarico già ricoperto.
A favore di questa interpretazione operano non soltanto la formulazione letterale della norma ma anche gli argomenti di seguito esposti.
Innanzitutto, quella in esame è una disciplina del potere di nomina e non una disciplina della durata delle cariche negli enti pubblici o privati. La sua ratio consiste nell’evitare che un soggetto usi un proprio potere per ottenere un’altra carica, non nell’escludere che un amministratore meritevole possa essere confermato. Se il legislatore avesse voluto escludere un secondo mandato, lo avrebbe detto espressamente.
Va, inoltre, rilevato come l’art. 7 faccia parte del capo IV del decreto legislativo, dedicato alla “inconferibilità di incarichi a componenti di organo di indirizzo politico”, e come la stessa previsione si rinvenga anche nel testo della rubrica dell’articolo in esame. Ne deriva che, almeno in prima approssimazione, la previsione, nei commi 1 e 2 dell’articolo, del presidente e dell’amministratore delegato degli enti in controllo pubblico, a meno di non ritenere che tali soggetti possano essere considerati “componenti di organo politico”, debba essere interpretata in senso restrittivo, facendo assumere valore al dato meramente letterale e cioè alla previsione del divieto di conferimento e non anche della conferma.

E’ utile a tal proposito che  l’inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale si applica a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della regione che conferisce l’incarico, ovvero nell’anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione, oppure siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali.

In tal caso non possono essere conferiti:

a) gli incarichi amministrativi di vertice della regione;

b) gli incarichi dirigenziali nell’amministrazione regionale;

c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale;

d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale.

Vigono gli stessi limiti temporali e quindi gli stessi divieti di conferimento di incarico in seno agli organismi di vertice nelle amministrazioni provinciali e nelle amministrazioni comunali, così come per gli incarichi dirigenziali presso gli stessi enti, nonché di amministratore di ente pubblico o di diritto provato in controllo pubblico sempre presso le amministrazioni provinciali e comunali.

Si precisa tuttavia che le inconferibilità non si applicano ai dipendenti della stessa amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che, all’atto di assunzione della carica politica, erano titolari di incarichi.

Stringenti sono le previsioni per gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle ASL

Infatti questi incarichi non possono conferiti:

a) a coloro che  nei cinque anni precedenti siano stati candidati in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali comprendenti il territorio della ASL.

b)a coloro che nei due anni precedenti abbiano esercitato la funzione di Presidente del Consiglio dei ministri o di Ministro, Viceministro o sottosegretario nel Ministero della salute o in altra amministrazione dello Stato o di amministratore di ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico nazionale che svolga funzioni di controllo, vigilanza o finanziamento del servizio sanitario nazionale.

c) che nell’anno precedente abbiano esercitato la funzione di parlamentare.

d) che nei tre anni precedenti abbiano fatto parte della giunta o del consiglio della regione interessata ovvero abbiano ricoperto la carica di amministratore di ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico regionale che svolga funzioni di controllo, vigilanza o finanziamento del servizio sanitario regionale.

e) nei due anni precedenti, abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, il cui territorio e’ compreso nel territorio della ASL.

 

 

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Tiziana Flenghi

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