News in pillole — 04 aprile 2013

Nella Risoluzione 5/DF del 28 marzo 2013, il Mef ha fornito alcuni chiarimenti in merito ad alcuni quesiti in materia di  pubblicazione delle deliberazioni concernenti le aliquote, di pagamento della prima  rata dell’imposta e di assegnazione della casa coniugale

Riguardo alla prima questione il Ministero chiarisce che:
•    sulla base della legislazione vigente e ai soli ai fini del  versamento della prima rata dell’IMU, da effettuarsi entro il 17 giugno (poiché il 16 cade di  domenica), il contribuente deve tenere conto delle aliquote pubblicate, entro il 30 aprile 2013, sul  sito informatico www.finanze.it. Infatti, l’art. 13, comma 13-bis, del D. L. n. 201 del 2011 stabilisce che, a partire  dall’anno di imposta 2013, l’efficacia delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dell’IMU, decorre dalla data di pubblicazione nel predetto sito informatico e che gli effetti delle deliberazioni stesse retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione nel sito informatico, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno a cui la delibera si riferisce.
In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno.
Al riguardo, si precisa che, nel caso in cui, alla data del 30 aprile 2013, non risulti pubblicata alcuna deliberazione relativa al 2013, il contribuente dovrà verificare l’avvenuta pubblicazione sullo stesso sito della deliberazione relativa al 2012
che troverà applicazione in virtù del combinato disposto dell’art. 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell’art. 13, comma 13-bis, del D. L. n. 201 del 2011.
Nel caso in cui la deliberazione non risulti pubblicata neanche per l’anno 2012, il  contribuente applicherà le aliquote fissate dalla legge. Si deve precisare che il comune che intende modificare per il 2013 le aliquote già  applicabili per l’anno 2012, deve inviare, esclusivamente in via telematica, le nuove deliberazioni, mediante inserimento delle stesse nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, entro il 23 aprile 2013, come previsto dal citato comma 13-bis dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011.Non potranno, quindi, essere prese in considerazione le deliberazioni inviate con modalità diverse, quali, ad esempio, la posta elettronica, la posta certificata, il fax e la spedizione  del documento in forma cartacea.
In ordine al secondo quesito, chiarisce che:
•    l’art. 4, comma 12-quinquies del D. L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. stabilisce che “ai soli fini dell’applicazione  dell’imposta municipale … l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di  provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del  matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”.
Dal tenore letterale della norma appena citata emerge che il diritto di abitazione  dovrebbe prevalere in tutte le ipotesi di assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta con i  citati provvedimenti giudiziali e ciò deriva dalla considerazione che il legislatore ha esplicitamente utilizzato l’espressione “in ogni caso”.
Al riguardo, si deve, però, osservare che tale locuzione deve essere circoscritta a ogni
caso in cui il legislatore non abbia disciplinato espressamente la fattispecie come è avvenuto,  invece, con l’art. 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il quale prevede che “in caso di separazione  giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel  contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa  familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo”.
In questa ipotesi, infatti, il legislatore ha previsto direttamente la successione nel  contratto di locazione da parte del coniuge assegnatario, il quale, pertanto, utilizza l’immobile sulla  base di un titolo giuridico diverso da quello del diritto reale di abitazione previsto, invece, dall’art.  4, comma 12-quinquies del D. L. n. 16 del 2012.
Tali considerazioni portano alla conclusione che quest’ultima disposizione opera solo nei casi in cui l’immobile assegnato sia di proprietà, interamente o pro-quota, del coniuge non  assegnatario e in quello in cui lo stesso immobile sia stato concesso in comodato e non anche in  quello di locazione.

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Tiziana Flenghi

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