Bilancio/Contabilità Tributi — 22 gennaio 2013

Soppressione dei trasferimenti statali alle autonomie locali, con contestuale attribuzione dell’intero gettito dell’IMU ai comuni,  seppur con una riserva allo Stato per gli immobili di categoria D e la creazione di un fondo perequativo.

La novella legislativa è contenuta nella legge di stabilità per il 2013, legge n. 228 del 24 dicembre 2012, che ha disposto la soppressione del FSR, che da qualche anno aveva soppiantato i vecchi trasferimenti correnti dello Stato. E’ prevista la creazione di un nuovo fondo, Fondo di Solidarietà Comunale (FSC), alimentato con una parte del gettito IMU di competenza dei comuni, da ripartire con modalità fissate con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Tale fondo garantisce una distribuzione equa delle risorse disponibili.

La norma ha, altresì, disposto che l’intero gettito IMU sia di competenza dei comuni, con eccezione di una quota che, come approfondiremo, va ad alimentare il FSC e dell’imposta sugli immobili di categoria D, il cui gettito è di spettanza dello Stato.

Tali disposizioni normative sono in grado di garantire una maggiore autonomia all’ente locale nella gestione delle risorse, attribuendo il gettito direttamente all’ente impositore, con contestuale semplificazione per il cittadino contribuente. Resta, per il momento, la destinazione statale di una quota del gettito impositivo, limitata ad una categoria di fabbricati, ma che per loro natura sono in grado di determinare importati fette di gettito.

Il 2013 non sarà un anno facile per i comuni che si troveranno a fronteggiare una novità in tema di entrate che non può essere prevista con la dovuta veridicità e prudenza, in quanto non si conoscono, al momento, gli esatti termini della questione.

LA FISCALITA’ LOCALE RITORNA AI COMUNI

La legge di stabilità per il 2013 al comma 380 dell’articolo unico dispone, per i soli anni 2013 e 2014, che per garantire l’attribuzione ai comuni del gettito dell’IMU, è soppressa la riserva allo Stato, prevista dal comma 11 del d.l. n. 201 del 2011.

Come si ricorderà il comma 11 disponeva che è riservato allo Stato la quota di gettito pari alla metà dell’imposta applicata su tutti gli immobili, diversi dall’abitazione principale e delle relative pertinenze, ottenuta con l’aliquota base del 7,6 per mille. La quota di competenza statale andava versata contestualmente all’IMU, con l’indicazione di due distinti codici, uno per la quota statale (ad aliquota base, per il 50 per cento) e l’altro per la competenza comunale (per la metà dell’aliquota base e per l’eventuale intero importo in caso di aumento dell’imposizione). Le attività di accertamento e riscossione dell’imposta erariale sono svolte dal comune, al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività, a titolo di imposta, interessi e sanzioni.

La norma determina, per il 2013, l’attribuzione del gettito (nella misura più rilevante) dell’IMU ai comuni ed è la conseguenza di un emendamento presentato in sede di discussione parlamentare.

La lett. f) del comma 380 prevede che allo Stato è riservato il gettito dell’IMU che deriva dagli immobili ad uso produttivo, classificati nel gruppo catastale D, con l’applicazione dell’aliquota base del 7,6 per mille. Su tale quota statale, i comuni possono disporre un aumento fino al 3 per mille dell’aliquota base, con attribuzione dell’intero maggiore gettito derivante .

Allo Stato sarà, pertanto, attribuito il gettito derivante dall’imposta dovuta per opifici e capannoni, con lo scopo di compensare il minor gettito derivante dall’attribuzione esclusiva ai comuni del restante gettito IMU. Il concreto rischio per le attività produttive è l’aumento della pressione fiscale sugli immobili, in quanto è prevista soltanto la facoltà comunale di aumentare l’aliquota base, senza prevedere la facoltà opposta di diminuire la relativa aliquota comunale.

La permanenza della riserva statale è dovuta al mantenimento dei saldi programmati di finanza pubblica, con effetti neutri per lo Stato. Le assegnazioni statali sono interamente sostituite dal gettito del tributo; la manovra finanziaria dispone una riduzione, per il 2013 delle risorse statali di oltre 3 miliardi di euro.

Per tutti gli altri immobili rimangono in vigore le aliquote base previste per l’IMU nel 2012, pari al 4 per mille per l’abitazione principale e al 7,6 per mille sulle altre unità immobiliari.

Il comma 13 del citato articolo 13 prevede che, a decorrere dall’anno di imposta 2013, le deliberazioni di approvazione delle aliquote vanno inviate esclusivamente per via telematica per la pubblicazione sul sito informatico del ministero. Se la pubblicazione avviene entro il 30 aprile dell’anno, gli effetti delle deliberazioni retroagiscono al primo gennaio dell’anno di pubblicazione. E’ necessario, però, che l’invio avvenga entro il termine del 23 aprile. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno.

Tale disposizione mal si concilia con lo spostamento al 30 giugno 2013 del termine per l’approvazione del bilancio di previsione. Infatti, l’articolo 1 comma 169 della legge finanziaria per il 2007 – legge n. 296 del 27 dicembre 2006 – testualmente dispone: Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.

IL FONDO DI SOLIDARIETA’ COMUNALE

La lett. e) del comma 380 della legge n. 228/2012 abroga l’articolo 2 comma 3 del d.lgs. n. 23 del 2011, che dispone che al fine di realizzare, in forma progressiva e territorialmente equilibrata la devoluzione ai comuni della fiscalità immobiliare, istituisce il Fondo sperimentale di riequilibrio, la cui durata era fissata in tre anni e, comunque, fino alla data di attivazione del fondo perequativo previsto dall’articolo 13 delle legge n. 42/2009.

Con lo scopo di garantire un’equa distribuzione di risorse è istituto il Fondo di solidarietà comunale, che è alimentato con una quota dell’IMU di competenza dei comuni. Tale quota è fissata con dPCM, su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno e previo accordo in Conferenza Stato-città e autonomie locali. Il decreto deve essere emanato entro il prossimo 30 aprile e in caso di mancato accordo in Conferenza, va adottato entro i successivi 15 giorni, mentre per il 2014 il dPCM dovrà essere emanato entro il prossimo 31 dicembre. Per il 2013 il Fondo è pari a 4.717,9 milioni di euro che scendono a 4.145,9 milioni di euro nel 2014. E’ lo stesso dPCM che fissa le modalità di versamento al bilancio dello Stato di una quota di pari importo dell’IMU, di spettanza dei comuni. Lo stesso dPCM stabilisce, inoltre, i criteri di formazione e di riparto del FSC, tenendo conto, per i singoli comuni, così come previsto dalla lett. d) del comma 380:

1)      degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni di cui alle lettere a) ed f);

2)      della definizione dei costi e dei fabbisogni standard;

3)      della dimensione demografica e territoriale; .

4)      della dimensione del gettito dell’imposta municipale propria ad aliquota base di spettanza comunale;

5)      della diversa incidenza delle risorse soppresse di cui alla lettera e) sulle risorse complessive per l’anno 2012;

6)      delle riduzioni di cui al comma 6 dell’articolo 16 del decreto-legge 26 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135;

7)      dell’esigenza di limitare le variazioni, in aumento ed in diminuzione, delle risorse disponibili ad aliquota base, attraverso l’introduzione di un’appropriata clausola di salvaguardia;

Su indicazione dell’ANCI, è stata inserita tale ultimo clausola, al fine di evitare che la ripartizione del Fondo produca aumenti o diminuzioni troppo elevate, con riferimento al complesso delle risorse disponibili da parte di ogni ente.

A seguito della totale incertezza nella quale si troveranno ad operare i comuni per il 2013 (così come già accaduto nel 2011 con l’introduzione del FSR e nel 2012 con l’introduzione dell’IMU), il comma 382 della legge di stabilità prevede che il Ministero dell’interno eroghi, entro il prossimo 28 febbraio, ai comuni un importo a titolo di acconto sul FSC, pari al 20 per cento di quanto spettante nel 2012 sul FSR.

Entro il 28 febbraio 2013 dovrà essere effettuata la verifica del gettito dell’IMU per l’anno 2012, così come previsto dal comma 6-bis dell’articolo 9 del d.l. n. 174/2012, utilizzando anche i dati relativi alle aliquote e alle agevolazioni deliberate dai singoli comuni e raccolte dall’IFEL. Il comma in questione dispone che si provvede all’eventuale regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e i comuni, nell’ambito delle dotazione del FSR e dei trasferimenti erariali previsti. Il MEF ha chiarito, sul punto, che in sede di rendiconto 2012, gli enti dovranno confermare l’importo relativo al gettito stimato dal Dipartimento delle finanze e che quest’entrata è rilevante ai fini del patto di stabilità interno.

Al fine di incrementare l’incertezza, la lett. i) del comma 380 dispone che la previsione degli importi di cui alla quota dell’IMU riservata allo Stato, alla dotazione del FSC e del FSR e l’IMU sugli immobili del gruppo catastale D riservata allo Stato, possono essere modificati in seguito alla verifica del gettito dell’imposta per l’anno 2012.

Infine si chiarisce che tutte le disposizioni in tema di sanzioni che richiamano il Fondo sperimentale di riequilibrio si intendono riferite al Fondo di solidarietà comunale. Il contributo previsto, come vedremo, in favore dell’IFEL è determinato nella misura dello 0,6 per mille.

Il 2013 non sarà un anno facile per i comuni che si troveranno a fronteggiare una novità in tema di entrate che non può essere prevista con la dovuta veridicità e prudenza, in quanto non si conoscono, al momento, gli esatti termini della questione. In quest’ottica il comma 381 della legge di stabilità prevede che il termine per deliberare il bilancio di previsione degli enti locali è prorogato dal 31 dicembre 2012 al prossimo 30 giugno, con contestuale spostamento dei termini per deliberare le aliquote e le detrazioni.

Una prudente valutazione delle entrate comunali è quella che parte dal Fondo sperimentale di riequilibrio 2012, dal quale vanno sottratti i tagli previsti per l’anno in corso, con l’ulteriore decurtazione del gettito stimato della cosiddetta Res servizi, di 30 centesimi di euro a metro quadrato. La manovra complessiva si presume sarà a impatto zero, in quanto gli enti per i quali vi potrà essere una aumento rispetto al 2012, registreranno una pari riduzione del Fondo di solidarietà comunale.

IL PRELIEVO DAI COMUNI E L’INTERVENTO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il comma 383 dell’articolo unico della legge n. 228/2012 prevede che la verifica del gettito IMU dell’anno di imposta 2012, così come disposto dal comma 6 bis dell’articolo 9 del d.l. n. 174/2012, si effettui utilizzando anche i dati delle aliquote e delle agevolazioni introdotte dai comuni e raccolti dall’IFEL, nell’ambito dei propri compiti istituzionali e sulla base di una metodologia concordata con il MEF. Con la verifica del gettito 2012, si procedere alla regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e i comuni, nell’ambito delle dotazioni del Fondo sperimentale di riequilibrio (ancora esistente al momento del d.l. n. 174/2012, mentre oggi il riferimento è al Fondo di solidarietà comunale) e ai trasferimenti erariali per le regioni a statuto speciale.

A tal proposito, il comma 386 prevede che è rideterminato il contributo a favore dell’IFEL nella misura dello 0,6 per mille del gettito IMU, per gli immobili diversi da quelli destinati ad abitazione principale e alle relative pertinenze. Lo scopo della norma è di mantenere invariato il contributo, rispetto a quello vigente, proprio a seguito dell’attribuzione del gettito dell’imposta ai comuni, per il 2013 e per il 2014.

La legge di stabilità per il 2013 prevede che qualsiasi somma dovuta dagli enti locali al Ministero dell’interno è recuperata a valere su tutte le assegnazioni finanziarie dovute dal Ministero agli enti.

Per alcuni recuperi, relativi alla mobilità del personale, ai minori gettiti Ici per gli immobili di categoria D, nonché i maggiori gettiti ICI per fabbricati rurali, l’ente locale può richiedere la rateizzazione del debito, per un periodo di cinque anni, al fine di non compromettere la stabilità degli equilibri di bilancio. Sulla rateizzazione è dovuto l’interesse al tasso riconosciuto sui depositi fruttiferi degli enti locali in tesoreria unica.

Nei casi in cui le assegnazioni finanziarie non siano sufficienti, il Ministero dell’interno comunica all’Agenzia delle entrate di trattenere le relative somma dagli importi dovuti ai comuni in tema di IMU, riscossa tramite il modello F24 o con bollettino di conto corrente postale.

Infine se l’Agenzia non è in grado di recuperare, in tutto o in parte, le somme dovute, l’ente locale è tenuto a versare la somma residua direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.

Con il comunicato del 18 gennaio 2013 la Finanza Locale del Ministero dell’interno ha chiarito che l’importo dei recuperi da effettuare a carico dei comuni, per l’anno 2012, non è stato ancora comunicato all’Agenzia delle entrate, proprio in considerazione della necessità di verifica del gettito IMU e delle conseguenti regolazioni finanziarie.

 

EUGENIO PISCINO

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>