di Fabiano Crovetti.

La riforma degli appalti pubblici in Italia è giunta ad una svolta chiave con l’approvazione definitiva della legge delega da parte del Parlamento avvenuta lo scorso 14 gennaio.

In tale provvedimento, le Assemblee Parlamentari hanno dato mandato al Governo di approvare i decreti delegati, individuando ben 72 direttive a cui attenersi al fine di ridefinire la disciplina degli appalti improntando la stessa verso una maggiore semplicità e chiarezza.

La legge delega, peraltro, impone un timing serrato per l’approvazione dei provvedimenti attuativi in quanto entro il 18 aprile dovrà essere emanato il Decreto Legislativo di recepimento delle Direttive UE n. 23/2014, 24/2014 e 25/2014; mentre entro il 31 luglio prossimo il Governo dovrà emanare il Decreto Legislativo di riordino complessivo degli appalti pubblici che manderà in soffitta l’attuale D.Lgs. n. 163/2006 ed il suo regolamento attuativo (D.P.R. n. 207/2010).

La principale novità su cui gli operatori pubblici e privati del settore si sono concentrati è l’abrogazione del regolamento attuativo dell’attuale Codice degli Appalti e la sostituzione dello stesso con linee guida di carattere orientativo ed interpretativo elaborate dell’ANAC sulle diverse tipologie di appalto.

Certamente tale novità ha come obiettivo quello di semplificare  un panorama normativo complesso ed articolato composto da oltre 600 articoli di legge fra loro contraddittori, di difficile interpretazione e coordinamento frutto di continui e non coerenti interventi di modifica susseguitisi per circa dieci anni.

Come scritto sull’argomento nei mesi precedenti, la semplificazione delle norme ed una maggiore chiarezza delle stesse rappresenta un obiettivo da perseguire fino in fondo in quanto la certezza e la semplicità normativa rappresentano un valido antidoto a condotte poco trasparenti nonché consentono un risparmio in termini di durata delle procedure con benefici di natura economica e di qualità delle prestazioni rese; naturalmente la semplificazione non può essere considerata il solo strumento di contrasto dei comportamenti illeciti in materia di appalti pubblici, ma può bene essere considerato come l’architrave di un sistema nuovo, più trasparente ed efficace.

Pertanto, sia le Pubbliche Amministrazioni che gli operatori economici saranno chiamati a breve ad un intenso studio ed adeguamento delle loro attività e funzioni alla nuova disciplina così come la giurisprudenza amministrativa dovrà fornire le nuove chiavi interpretative delle norme nonché le adeguate censure a condotte non aderenti al dettato legislativo.

Noi, su queste pagine ed in ossequio alla nostra mission, offriremo il nostro contributo scientifico e di analisi.

 

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>