HomePage News in pillole Tributi — 29 marzo 2016

di Giulia Colletti.

Il provvedimento di stabilità per il 2016 introduce numerose novità dal punto di vista fiscale. Qui interessa porre l’attenzione sulle norme d’interesse per gli enti locali.

Il Legislatore per quest’anno ha scelto di intervenire sulle imposte locali prevedendo l’esenzione del pagamento dell’IMU e della TASI per alcune categorie di contribuenti.  Per quanto riguarda l’IMU nel 2016 il pagamento dell’imposta è escluso per le abitazioni principali, ad eccezioni degli immobili di categoria catastale A1/,A/8, A/9 (c.d. immobili di lusso), eliminando la possibilità per i Comuni di assimilare all’abitazione principale l’abitazione concessa in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado. Nel caso in cui le unità immobiliari siano concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado e qualora questi ultimi le utilizzino come propria abitazione di residenza, viene ridotta del 50% la base imponibile IMU per questi immobili. Ulteriore regime agevolativo è previsto per la TASI: sono esentati dal pagamento dell’imposta i detentori di immobile adibito ad abitazione principale. In sintesi IMU e TASI, non saranno più dovute sulle abitazioni principali.

Il provvedimento introduce, inoltre, ulteriori forme di esenzione delle imposte locali, ovvero:

- riduzione del 75% dell’aliquota IMU per gli immobili locali a canone concordato;

- esenzione dell’IMU per i terreni agricoli;

- ai fini TASI, riduzione dell’aliquota allo 0,1% per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché mantengano tale destinazione e purché non siano locati;

E’ certo che tale scelta del Legislatore ha “alleggerito” le tasche di molti contribuenti, riducendo altresì le casse comunali. E il gettito mancante che ne deriva per i Comuni? Incremento del Fondo di solidarietà comunale.

La legge di stabilità, seppur aspramente criticata dalle parti interessate, prevede l’incremento del Fondo di 3.767,45 milioni di euro. Per quanto riguarda i criteri di riparto del Fondo di solidarietà, invece, bisognerà attendere il 30 aprile 2016.

Ma l’aspetto più critico per i Comuni italiani è il blocco degli aumenti dei tributi.   Il Legislatore ha infatti introdotto per il 2016 la sospensione dell’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015. L’unica eccezione riconosciuta all’autonomia fiscale degli amministratori riguarda le entrate di natura patrimoniale.

Anche nel nuovo anno, gli amministratori locali vedono limitata la propria autonomia finanziaria e seppur si è tanto dibattuto di federalismo fiscale, la meta sembra ancora lontana.

 

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Tiziana Flenghi

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