News in pillole Personale PA — 30 settembre 2015

di FABIANO CROVETTI-

 

Il nostro Comitato Scientifico ha espresso un parere in tema dell’applicazione del regime delle incompatibilità di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 39/2013 e s.m.i..

 

In particolare, è stato richiesto di formulare un parere circa la possibilità per un dirigente con funzioni apicali di ricoprire il ruolo di Amministratore dello stesso Ente presso il quale ricopre la veste di dirigente.

 

Orbene, in materia di cumulo della funzione di dirigente apicale con il ruolo di amministratore nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti privati sottoposti a controllo pubblico, nel corso del tempo, si sono susseguiti numerosi interventi legislativi volti a disciplinare tale tema, prevedendo sempre più limiti allo stesso e fino a stabilire un’espressa incompatibilità in alcuni casi sanciti dalla legge.

 

Invero, un primo intervento in ambito di cumulo di cariche è contenuto nell’art. 3, comma 44, della L. n. 244/2007 recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2008) il quale stabilisce espressamente che coloro che sono legati da un rapporto di lavoro con organismi pubblici anche economici ovvero con società a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate, e che sono al tempo stesso componenti degli organi di governo o di controllo dell’organismo o società con cui è instaurato un rapporto di lavoro, sono collocati di diritto in aspettativa senza assegni e con sospensione della loro iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di assistenza.

 

Tale norma, ai sensi dei successivi comma 47 e comma 48, non trova applicazione per i contratti di diritto privato in essere al 28 settembre 2007; mentre trova applicazione per tutti i nuovi contratti o per il rinnovo di quelli in essere all’atto della scadenza degli stessi.

 

La menzionata impostazione legislativa trova un’ulteriore conferma ed una sua evoluzione in un successivo provvedimento quale il D.Lgs. n. 39/2013 e s.m.i. recante Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

 

In particolare, l’art. 12, comma 1, del menzionato decreto prevede che gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico sono incompatibili con l’assunzione e il mantenimento, nel corso dell’incarico, della carica di componente dell’organo di indirizzo nella stessa amministrazione o nello stesso ente pubblico che ha conferito l’incarico, ovvero con l’assunzione e il mantenimento, nel corso dell’incarico, della carica di presidente e amministratore delegato nello stesso ente di diritto privato in controllo pubblico che ha conferito l’incarico.

 

Pertanto, il D.Lgs. n. 39/2013 e s.m.i. introduce un’espressa incompatibilità tra il ruolo di dirigente e l’assunzione e il mantenimento della carica di membro dell’organo di governo dell’ente presso il quale si svolge il proprio incarico dirigenziale e, di conseguenza, un divieto di cumulo delle cariche.

 

Le predette incompatibilità trovano fondamento nella volontà del Legislatore di ridurre le ipotesi di conflitto d’interessi e le possibilità che vi siano delle sovrapposizioni fra “controllore” e “controllato” nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni con l’obiettivo di contrastare comportamenti non rispondenti ai principi di trasparenza, buon andamento, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa nonché eventuali condotte di corruttela.

 

In conclusione, alla luce della menzionata normativa e della coerente evoluzione della stessa, non è possibile ricoprire contemporaneamente il ruolo di dirigente e l’incarico di amministratore nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti privati sottoposti a controllo pubblico, attesa l’incompatibilità dei ruoli stabilita dalla legge.

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Tiziana Flenghi

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