di CHIARA BURGIO-

Mancano poco meno di tre mesi all’avvio del Giubileo Straordinario che avrà inizio l’8 dicembre 2015, e Roma sembra non essere ancora pronta a sostenere ed accogliere il flusso dei fedeli che è stimato in circa 25 milioni di persone.

I soldi per gli appalti sono stati trovati – ammontano a 50 i milioni di euro che la Cassa Depositi e Prestiti ha sbloccato in seguito alla ratifica della delibera per le opere pubbliche del Giubileo, messa a punto dalla Giunta del Comune di Roma lo scorso 11 agosto- ma le opere pubbliche che dovranno essere concluse per l’avvio dell’Anno Santo sembrano essere molte e altrettanto complesse rispetto al tempo che rimane a disposizione per la loro realizzazione.

Sono previste opere pubbliche di manutenzione e ripristino per gli interventi di riqualificazione negli snodi centrali della città (30,1milioni), come piazzale Ostiense e Porta San Paolo, l’area della Stazione San Pietro e Via Innocenzo III e quasi tutto il lungotevere con i rispettivi ponti.

Alcuni fondi sono destinati al Dipartimento della Mobilità (12milioni 230mila euro) per l’installazione di varchi di controllo e manutenzione straordinaria delle infrastrutture metro A e B di Atac. Infine 6,8 milioni di euro sono stati destinati alla tutela ambientale e alla cura del verde.

Il sentore che Roma non sia pronta, non è determinato dal cronico scetticismo dei romani nei confronti della loro amministrazione, ma dal fatto che sono moltissimi i cantieri non ancora avviati o addirittura gli interventi che sono stati ratificati in giunta solo pochissimi giorni fa.

Chi ha a che fare con la pubblica amministrazione sa che il Codice degli Appalti prevede un procedimento articolato per l’affidamento di lavori, servizi e forniture e che, trattandosi di procedimenti che prevedono cifre di una certa entità, l’attenzione deve essere massima affinché questa venga eseguita a regola d’arte.

I tempi stretti e le cifre così ingenti impongono la massima attenzione, ed è per questo motivo che lo scorso 8 settembre l’ANAC ed il Comune di Roma hanno siglato delle Linee Guida  che investono l’Autorità di poteri di alta sorveglianza a garanzia della correttezza e della trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione delle opere pubbliche previste per il Giubileo.

Le linee guida sono costruite da sette articoli snelli ma molto coincisi nel loro intento. L’ANAC verificherà in via preventiva la legittimità degli atti relativi all’affidamento e all’esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture. La verifica verrà effettuata mediante il controllo in via preventiva di proposte di determina a contate, i capitolati  con tutti gli atti connessi, nonché tutte le varianti di contratto che superano il 5% dell’importo pattuito. Roma Capitale dovrà fornire ogni informazione e documento richiesto ritenuto utile per l’espletamento delle attività. Successivamente alla verifica l’Autorità esprime un parere positivo oppure un rilevo, trasmettendoli ai referenti capitolini; nel secondo caso Roma Capitale si adegua al rilevo modificando o sostituendo l’atto, oppure presenta le proprie controdeduzioni. Poiché i tempi sono stretti si intendono positivamente verificati gli atti che non presentano rilievi entro i 7 o 15 giorni dal ricevimento degli stessi, a seconda della fattispecie.

Sono previsti degli atti non soggetti a verifica preventiva, ovvero quegli atti di affidamento di importi inferiori ai 40mila euro, varianti sotto al 5% dell’importo pattuito e tutti gli ordini di servizio disposti dal Direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio e che non comportino un aumento dell’importo del contratto.

Appare chiaro lo sforzo preventivo per ridurre al minimo i rischi potenziali dovuti alla quantità ingente di risorse ed i tempi strettissimi per la loro assegnazione.

L’intervento dell’Autorità nazionale Anticorruzione -che dalla sua istituzione è stata più volte invocata come la panacea per tutti i mali- ha probabilmente l’intento di bissare l’attività di controllo conclusasi positivamente durante l’Expo 2015.

La percezione è che in Italia non si sia più in grado di affrontare in maniera autonoma eventi di una certa rilevanza senza l’aiuto di un ente terzo che, armato della proverbiale penna rossa, stia in agguato del primo errore. Crescerà questo studente un po’ discolo ed indisciplinato o dovremo assistere al perpetuo intervento dell’ANAC per tutte le questioni di rilevanza nazionale?

 

 

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Tiziana Flenghi

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