EE.LL./Territorio — 30 settembre 2015

di LARA MONTEFIORE

 

Per iniziare un ragionamento su questo documento, la cui rilevanza e complessità si traduce nella rilevanza che le amministrazioni decideranno finalmente di attribuire al processo di programmazione, iniziamo col definire proprio questo fondamentale percorso, utilizzando a tal fine quanto riportato dal principio contabile applicato 4/1:  La programmazione è il processo di analisi e valutazione che, comparando e ordinando coerentemente tra loro le politiche e i piani per il governo del territorio, consente di organizzare, in una dimensione temporale predefinita, le attività e le risorse necessarie per la realizzazione di fini sociali e la promozione dello sviluppo economico e civile delle comunità di riferimento.”

Ci interessa procedere, nelle righe che seguono, sottolineando alcune caratteristiche distintive del Documento Unico di Programmazione, in particolare differenziandole rispetto a quelle della Relazione Previsionale e Programmatica.

In realtà, anche per questioni di opportuna sintesi, ci focalizzeremo solamente su alcune esse, che ci consentiranno di percorrere il filo logico del principio della programmazione delineato nel D. Lgs. 118/2011, la prima considerazione racchiude in sé già le più importanti implicazioni, ovvero:

nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il DUP costituisce il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione”.

Il principio contabile della programmazione, attraverso la predisposizione del DUP, cerca di perseguire tre obiettivi di fondo:

 

1)      definire la programmazione strategica dell’ente, sull’orizzonte temporale del mandato amministrativo, coniugando tra loro gli indirizzi strategici dell’amministrazione, i vincoli di finanza pubblica e la situazione economico finanziaria dell’ente e del gruppo pubblico locale;

2)     tradurre gli indirizzi strategici di mandato nella programmazione operativa, sull’orizzonte temporale triennale coperto dal bilancio di previsione;

3)     raccogliere in un unico strumento una pluralità di documenti di programmazione settoriale con orizzonte temporale triennale, già previsti dalla normativa.

 

Rispetto alla Relazione Previsionale e Programmatica, documento di Programmazione allegato al Bilancio di previsione secondo la normativa precedente al 118/2011, il DUP precede temporalmente il bilancio, dovendo essere approvato entro il 31 luglio di ogni anno.

 Questo aspetto legato alla modifica dei tempi di approvazione dei documenti di programmazione, da il senso della centralità nella definizione di strategie e programmazione attribuita al DUP.

Al suo interno, infatti, si delinea un percorso di programmazione “a cascata” che parte dalle linee di mandato, fino ad arrivare alla pianificazione operativa legata alla programmazione finanziaria.

La Sezione Strategica.

In particolare, la SeS individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento e con gli obiettivi generali di finanza pubblica:

- le principali scelte che caratterizzano il programma dell’amministrazione da realizzare nel corso del mandato amministrativo e che possono avere un impatto di medio e lungo periodo;

- le politiche di mandato che l’ente vuole sviluppare nel raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e nel governo delle proprie funzioni fondamentali;

-  gli indirizzi generali di programmazione riferiti al periodo di mandato.

 

Di nuovo, tra gli elementi che la norma impone di definire, sottolineiamo uno degli aspetti che ci sembrano estremamente significativi ovvero la necessità di indicare gli strumenti attraverso i quali l’ente locale intende rendicontare il proprio operato nel corso del mandato in maniera sistematica e trasparente, per informare i cittadini del livello di realizzazione dei programmi, di raggiungimento degli obiettivi e delle collegate aree di responsabilità politica o amministrativa.

Questo aspetto sottolinea l’importanza della “trasparenza” nell’attuale modo di intendere la Pubblica Amministrazione e si ricollega a quanto previsto nella legge 124/2015, normativa di riforma della Pubblica Amministrazione.  E’ evidente la linearità, ormai consolidata, nel voler mantenere la Pubblica Amministrazione e la sua attività sotto una lente d’ingrandimento. Sarebbe davvero impossibile, nei confronti di una collettività più consapevole, pensare di tornare a qualche anno fa.

La Sezione Operativa.

La SeO ha carattere generale, contenuto programmatico e costituisce lo strumento a supporto del processo dell’attività gestionale definita sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati nella SeS del DUP.

In particolare, la SeO contiene la programmazione operativa dell’ente avendo a riferimento un arco temporale sia annuale che pluriennale.

Il contenuto della SeO, predisposto in base alle previsioni ed agli obiettivi fissati nella SeS, costituisce guida e vincolo ai processi di redazione dei documenti contabili di previsione dell’ente.

La SeO è redatta, per il suo contenuto finanziario, per competenza con riferimento all’intero periodo considerato, e per cassa con riferimento al primo esercizio, si fonda su valutazioni di natura economico-patrimoniale e copre un arco temporale pari a quello del bilancio  di previsione.

La SeO si struttura in due parti fondamentali:

 

- Parte 1: nella quale sono descritte le motivazioni delle scelte programmatiche effettuate, sia con riferimento all’ente sia al gruppo amministrazione pubblica, e definiti, per tutto il periodo di riferimento del DUP, i singoli programmi da realizzare ed i relativi obiettivi annuali;

- Parte 2: contenente la programmazione dettagliata, relativamente all’arco temporale di riferimento del DUP, delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio.

La cosa che ci preme sottolineare, al di la della semplice e sintetica elencazione dei contenuti, è il legame tra SeS e SeO che si può tradurre in una operatività consentita all’Ente pubblico attraverso la Sezione Operativa proprio attraverso i limiti e le opportunità fissate all’interno della Sezione Strategica.

Il legame delle strategie con le programmazioni operative, con gli strumenti urbanistici e con la programmazione delle opere pubbliche, passando per le risorse umane disponibili piuttosto che il fabbisogno di personale per il triennio di riferimento.

Un mondo, il mondo di una collettività all’interno di un documento, integrato con l’esterno attraverso riferimenti alla programmazione strategica, nazionale, europea e mondiale.

Un progetto veramente molto ambizioso. La programmazione è il punto di partenza. Anche se lo sapevamo già. Probabilmente non ce ne siamo accorti.

 

 

 

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Tiziana Flenghi

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