Personale PA — 02 luglio 2015

La mobilità dei dipendenti della Pubblica Amministrazione è di stretta attualità anche alla luce delle norme introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, delle disposizioni previste dalla c.d. Circolare Madia nonché dagli effetti della cancellazione delle Province a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 56/2014 (la c.d. Legge Delrio).

 

In particolare, la Legge 190/2014 (c.d. Legge di Stabilità 2015) ha introdotto delle misure volte a conciliare gli obiettivi di razionalizzazione della spesa con la volontà di ridurre il più possibile gli effetti derivanti dall’eventuale licenziamento dei dipendenti pubblici delle Province.

 

La successiva Circolare congiunta del Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie n. 1/2015, recante Linee giuda in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane. Articolo 1, commi da 418 a 430, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha meglio precisato gli effetti delle norme contenute nella Legge di Stabilità e le conseguenze in materia di personale per gli Enti Locali.

 

In argomento, l’art. 1, comma 424 e 425, della L. n. 190/2014, stabiliscono la disciplina per la ricollocazione (presso altri Enti) del personale in soprannumero delle Amministrazioni Pubbliche a valere sui budget delle assunzioni del biennio 2015-2016.

 

L’articolata disciplina posta dalla richiamata norma ha come conseguenza che per le amministrazioni è fatto divieto di assumere a tempo indeterminato a valere sui budget 2015-2016 e che le assunzioni effettuate in violazione della menzionata disciplina sono da considerarsi come nulle (cfr. Circolare n. 1/2015, pag. 17).

 

Pertanto, per le Amministrazioni vige il divieto di bandire nuovi concorsi a valere sui budget 2015 e 2016.

 

Analoghe considerazioni possono essere svolte anche per le procedure di mobilità. Invero la richiamata Circolare n. 1/2015 stabilisce espressamente che il divieto di bandire nuovi concorsi si estende anche alla procedure di mobilità volontaria avviate dopo il 01.01.2015; mentre è consentito concludere solo le procedure di mobilità avviate prima dell’entrata in vigore della L. n. 190/2014 ossia prima del 01.01.2015.

 

Tuttavia, in materia di mobilità, il suindicato limite temporale del 01.01.2015 e la possibilità di portare a termine le procedure avviate prima di tale termine aprono la strada ad un dubbio di carattere interpretativo relativamente al concetto di “avvio della procedura”.

 

In particolare, il caso afferisce a quelle procedure approvate nel corso del dicembre 2014, ma la cui determina di indizione è stata pubblicata solo nel corso del 2015 (ad esempio nel mese di gennaio).

 

Pertanto, tale dubbio interpretativo riguarda il momento atto a considerare effettivamente avviata o meno la procedura di mobilità ossia all’individuazione del primo atto amministrativo che sancisce l’inizio della procedure.

 

Orbene, qualora si voglia adottare un criterio d’interpretazione fortemente restrittivo, per “avvio della procedura” va inteso il momento di pubblicazione dell’atto amministrativo d’autorizzazione della stessa e/o del bando d’indizione della selezione. Pertanto, nell’ipotesi sopra illustrata, anche in presenza di un’approvazione dell’atto amministrativo avvenuta a dicembre 2014 (quindi prima del termine posto dal comma 424), la materiale pubblicazione dell’atto stesso nel successivo 2015, è condizione sufficiente a far divenire operativo il divieto di espletamento della procedura previsto dalla L. n. 190/2014.

 

Di contro, nell’ipotesi in cui si ritiene di applicare un criterio interpretativo maggiormente estensivo, per “avvio della procedura” s’intende l’approvazione dell’atto amministrativo di autorizzazione della procedura a prescindere dal momento di pubblicazione della stessa il quale – per motivi meramente tecnici – è il più delle volte anche di molto successivo alla pubblicazione.

 

In materia giova rilevare che l’approvazione dell’atto cristallizza l’animus dell’organo che lo approva e conferisce al documento forma, sostanza e possibilità di esplicare i propri effetti (ancor di più se questo dotato dell’immediata esecutività). In tal caso, la successiva pubblicazione non rappresenta altro che atto formale conseguente all’approvazione.

 

Ne segue che sono due le ipotesi che si possono delineare alla luce delle norme introdotte dalla L. n. 190/2014, della Circolare esplicativa n. 1/2015 e dell’incertezza interpretativa sul momento di “avvio della procedura”:

 

1.    ove si aderisse ad un criterio restrittivo del concetto di “avvio della procedura”, alla procedura di mobilità approvata dall’Ente Locale nel dicembre 2014 e la cui determina d’indizione è stata pubblicata solo nel corso del 2015, trova applicazione il regime previsto dall’art. 1, comma 424 e 425, della Legge di Stabilità 2015, con l’effetto che la stessa non potrà essere conclusa dall’Amministrazione in quanto ricadente nel divieto previsto dalla normativa in commento;

2.    qualora si adottasse un criterio estensivo del concetto di “avvio della procedura”, la circostanza che l’atto amministrativo di autorizzazione dell’avvio della procedura sia avvenuto nel dicembre 2014, consente all’Amministrazione di portare a termine la procedura di selezione nel corso del gennaio 2015, atteso che l’iter amministrativo della mobilità è stato avviato prima del 01.01.2015 ossia prima dell’entrata in vigore dei limiti posti dall’art. 1, comma 424, della L. n. 190/2014.

 

 

Alla luce di quanto sopra, pur volendo aderire all’interpretazione maggiormente estensiva, si ritiene opportuno che gli Enti che si trovino oggi nella situazione sopra prospettata richiedano uno specifico parere alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti e/o all’ANCI al fine di consentire una chiara ed univoca applicazione della disciplina in materia di mobilità novellata dalla L. n. 190/2014 anche alla luce della sanzione prevista per la violazione del divieto di avviare procedure di mobilità ossia la nullità dell’assunzione.

 

Fabiano Crovetti

Share

About Author

Tiziana Flenghi

(0) Readers Comments

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>