Bilancio/Contabilità — 01 luglio 2015

Una base di partenza per il ragionamento che vogliamo sottoporvi può essere rappresentato, a nostro avviso, dal concetto di Open Data. Seppure possa sembrare un partenza da distanza incolmabile, il percorso che parte dall’”apertura dei dati” consente di sottolineare e rendere immediatamente percepibile il dato a livello più analitico, e di renderlo trasparente attraverso le necessarie evidenze rese cogenti dalla normativa di settore.

I siti web delle P.A. rappresentano potenzialmente il luogo preferibile per la pubblicazione dei dati pubblici da parte di ciascuna Amministrazione. Bisogna, tuttavia evitare che tale pubblicazione avvenga con modalità diverse e non sempre facilmente riconoscibili. Per questo motivo, appare particolarmente opportuno – anche per la grande quantità di informazioni a disposizione – definire principi e regole comuni per l’apertura dei dati e la loro pubblicazione in modo da  armonizzare le modalità di pubblicazione e rendere anche lo scambio di dati e il confronto tra realtà diverse più immediato.

L’aggancio con il tema della contabilità armonizzata è riferibile, nello specifico, al Piano dei conti Integrato.

L’art. 4, D. Lgs 118/2011 così recita:

“1. Al fine di consentire il consolidamento ed il monitoraggio dei conti pubblici, nonché il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali nell’ambito delle rappresentazioni contabili, le Regioni e gli enti locali e i loro enti strumentali, adottano un comune piano dei conti integrato […].

2. Il Piano dei Conti Integrato, ispirato a comuni criteri di contabilizzazione, è costituito dall’elenco delle articolazioni delle unità elementari del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico-patrimoniali, definito in modo da evidenziare, attraverso i principi contabili applicati, le modalità di raccordo, anche in una sequenza temporale, dei dati finanziari ed economico-patrimoniali, nonché consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali.

Un ulteriore livello di dettaglio si ottiene effettuando il raccordo tra i capitoli già presenti nel bilancio dell’Ente al piano dei conti finanziario che viene effettuato, in via preliminare, associando ai capitoli di entrata e di spesa già esistenti il relativo conto del Piano dei Conti Integrato.

Come sappiamo, poi, al fine di identificare le esigenze di “spacchettamento” o di “accorpamento”, saranno ovviamente i singoli settori a dover analizzare il proprio PEG e a dover verificare, seppure con il supporto del servizio finanziario, rispettivamente il caso in cui un capitolo risulti raccordabile a più conti del piano dei conti integrato o dove più capitoli risultino raccordabili ad un unico conto del piano dei conti.

Non è un caso come, anche nell’ambito della riforma contabile, l’informazione possa essere fornita solamente a patto che la rilevazione del dato sia frutto di un lavoro intersettoriale.

La circolazione delle informazioni, presupposto indispensabile per la loro successiva aggregazione, rappresenta il solo e unico strumento per la costruzione della PA Digitale.

Da qui discende la possibilità, almeno in teoria, di avere a portata di mano i dati necessari per poter instaurare un clima di confronto tra pubbliche amministrazioni in tema di contabilità e, finalmente, senza più dubbi sul fatto che si stiano raffrontando gli stessi dati raccolti con lo stessa modalità e secondo gli stessi presupposti di rilevazione e aggregazione.

Quando parliamo infatti di Fondo Crediti di dubbia Esigibilità, per allargare il discorso, è assolutamente indiscutibile il fatto che stia parlando dello stesso strumento rilevato attraverso la stessa formula e secondo la stessa modalità.

Ci poniamo un solo grande interrogativo. Come si possa parlare di Open Data, trasparenza e confronto quando gli Enti locali continuano a disattendere le norme in materia in tutta tranquillità e senza che risultino essere state comminate sanzioni esemplari, appare ancora poco chiaro. La riforma della contabilità è ormai in vigore dal 1 gennaio 2015.

Che il confronto sia effettivamente servito, purtroppo quella è tutta un’altra storia.

Lara Montefiore

 

 

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Tiziana Flenghi

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