Personale PA — 21 aprile 2015

Uno degli aspetti più critici in seguito all’entrata in vigore della L. 190/12 è stato l’ambito di applicazione della norma. Nonostante il comma 59 dell’art. 1 dichiari espressamente che i destinatari del provvedimento siano tutte le Pubbliche Amministrazioni previste dall’art. 1, comma 2, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il quale comprende le Regioni, gli Enti Locali, nonché gli “…Enti pubblici e dei soggetti di diritto privato sottoposti al loro controllo, volti alla piena e sollecita attuazione delle disposizioni della presente legge, (omissis)”, molta confusione si è creata a causa della variegata fattispecie di enti controllati e partecipati previsti nel nostro ordinamento.

Sono state molte le richieste di chiarimenti e di pareri arrivate all’ANAC, specialmente riguardo l’applicazione degli obblighi in tema di Trasparenza, tanto che la stessa autorità è intervenuta per  mettere un po’ di chiarezza sull’argomento con la Delibera 144 del 7 ottobre 2014, nella quale viene definito più chiaramente l’ambito soggettivo di applicazione delle norme in tema di prevenzione della corruzione e nello specifico quanto inizialmente previsto dall’articolo 11 del DLgs 33/13 in tema di trasparenza: “Le formulazioni adottate ricomprendono, dunque, nell’ambito soggettivo di applicazione tutti gli enti aventi natura di diritto pubblico, economici e non economici. I requisiti «istituiti», «vigilati» e «finanziati» dalla pubblica amministrazione» e i poteri riconosciuti alla pubblica amministrazione di nomina degli amministratori degli enti in questione, vanno considerati come indici di pubblicità che, anche alternativamente, possono determinare il carattere pubblico di un ente e, quindi, la piena applicabilità della disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001.

In quell’occasione l’Autorità, considerata la complessità della materia, preannunciava un ulteriore intervento di approfondimento in materia. Sulla base di questi fatti l’ANAC ha pubblicato sul proprio

sito le nuove Linee Guida per la prevenzione della corruzione nelle Società e negli Enti in controllo pubblico. Le Linee Guida stabiliscono che le Società e gli Enti controllati dalla Pubblica Amministrazione sono esposte al rischio di corruzione al pari delle pubbliche amministrazioni controllanti, e, di conseguenza, devono adempiere a tutti gli obblighi in tema di prevenzione della corruzione, e quindi:

- prevedere la nomina di un responsabile della prevenzione della corruzione e di un Responsabile della Trasparenza

- devono adottare un Piano di prevenzione della Corruzione e larelativa sezione “Programma per la Trasparenza e l’Integrità”, nonché la creazione di una sezione apposita sul sito internet della Società che contenga le informazioni previste dal Dlgs 33/13 in tema di Trasparenza. Anche per gli Enti controllati viene applicata la nuova disciplina in tema di Accesso Civico e la relativa promozione dello stesso attraverso le modalità previste dalla Legge.

Quello che fin ora era un’indicazione legata alle disposizioni previste dall’ANAC prende ulteriormente forma, rafforzando la volontà del Legislatore che ha sempre fortemente voluto uniformare la PA nella sua realtà molteplice e variegata in tema di Prevenzione della Corruzione.

La Fondazione Logos PA ha sempre messo al centro della propria attività il supporto agli Enti Locali negli adempimenti in materia previsti dalla legge, ed ha previsto nello specifico due moduli destinati  alle società partecipate:

MODULO 1:Assistenza alla redazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione

MODULO 2: Erogazione della formazione obbligatoria per i dipendenti della società

Per informazioni contattare

06.32.11.05.14 info@logospa.it

 

CHIARA BURGIO

 

 

 

 

 

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Tiziana Flenghi

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